Gad Lerner via da Repubblica, verso un giornale "senza padrone"

Gad Lerner via da Repubblica, verso un giornale "senza padrone"

Maggio 27, 2020 - 08:00
Posted in:

Il giornalista Gad Lerner spiega la sua scelta di passare al "Fatto Quotidiano". "Per oltre quarant’anni Repubblica ha rappresentato il luogo d’incontro fra l’establishment e il popolo della sinistra". Ora...

Quale "primo atto" dopo aver ottenuto il controllo azionario del gruppo GEDI, il nuovo azionista, la Exor degli Agnelli ha come noto licenziato il direttore di Repubblica Carlo Verdelli. Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, il media di riferimento per il centro sinistra italiano, ora passato nelle mani della famiglia Agnelli, continuerà ad essere tale? 

Si registrano le prime defezioni (dopo quella di Lucia Annunziata, che ha lasciato la direzione dell'Huffington Post Italia, di proprietà dello stesso gruppo). Lo storico volto del giornalismo italiano Gad Lerner, è passato a "Il Fatto Quotidiano" diretto da Marco Travaglio, e in un articolo publbicato sul sito del giornale spiega i motivi della sua scelta. "Fino a venerdì scorso l’idea di scrivere su questo giornale mi appariva remota", scrive Lerner. "Ma certe decisioni si prendono in fretta, dall’una e dall’altra parte, di fronte all’evidenza di uno scenario che cambia nell’offerta di quel bene prezioso che è l’informazione. E allora, benché sussistano divergenze profonde su politica giudiziaria, carceri, immigrazione, ringrazio dell’invito ricevuto dopo le mie dimissioni da Repubblica e provo a motivare quella che considero una scelta obbligata. Ma assai stimolante".

In Gran Bretagna la Exor "pur diventando principale azionista dell’Economist (43%), ha accettato di non esercitare il suo peso per oltre il 20% del capitale; di essere rappresentata da un numero minoritario di membri nel consiglio d’amministrazione; e soprattutto di subordinare la nomina del direttore all’approvazione di un trustee, cioè di un comitato di garanti", scrive Lerner. In Italia invece il 23 aprile è giunto il "licenziamento senza preavviso di Carlo Verdelli, allorquando Exor assumeva la gestione operativa di Repubblica". "Mi accontento per ora di constatare che il capitalismo è per sua natura apolide, ma adatta i suoi parametri di governance ai diversi contesti in cui opera: qui da noi Exor ha optato per la monarchia assoluta", scrive Lerner. 

Il giornalista non manca però nemmeno di fare un acceno alla famiglia De Benedetti, che ha venduto la proprietà del gruppo agli Angelli. "L’amicizia cui mi sento legato non impedisce di constatare come essa abbia scelto di rinunciare a sentirsi parte della classe dirigente italiana, in un momento difficile per questo Paese. Si è chiamata fuori. Faccio molti auguri a Carlo, nella speranza che riesca a difendere Domani quel che non è riuscito a difendere ieri, da proprietari", scrive. "Per oltre quarant’anni Repubblica ha rappresentato il luogo d’incontro fra l’establishment e il popolo della sinistra", scrive ancora Lerner. "Un equilibrio, di cui va riconosciuto il merito all’intuizione geniale di Eugenio Scalfari, che oggi la situazione rende più difficile. Non rinnego certo i leali rapporti intrattenuti con gli azionisti dei giornali in cui ho lavorato – gli Agnelli e i De Benedetti, senza dimenticare la Telecom con cui partecipai alla fondazione di La7 – senza dover rinnegare le mie idee e i miei legami esistenziali con la sinistra". 

"Non occorre essere né rivoluzionari né anticapitalisti per rendersi conto che alla ricostruzione del Paese non basterà solo l’erogazione di risorse pubbliche", conclude lo scritto. "Serviranno soluzioni inedite, dal mutualismo a un ruolo di garanzia dello Stato e dei lavoratori nella proprietà delle imprese in difficoltà, da nuove politiche fiscali a forme di condivisione degli utili. Anche per questo sarò contento di lavorare in un giornale senza padrone".