Giù le mani dalle Officine: "accetteremo solo la decisione del popolo"

Giù le mani dalle Officine: "accetteremo solo la decisione del popolo"

Marzo 15, 2019 - 18:51
Posted in:

Ieri sera l'associazione "Giù le mani" ha approvato i 120'000 franchi destinati alla campagna sul voto di maggio sull'omonima iniziativa.

Ieri sera a Bellinzona, alla Scuola cantonale di commercio, l’assemblea dell’associazione “Giù le mani” era chiamata ad esprimersi sulla strategia e sul budget da destinare alla campagna in vista della votazione popolare sull’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”, lanciata durante lo storico sciopero del 2008 per salvare i posti di lavoro dello stabilimento industriale di Bellinzona.
Una votazione per l’associazione fondamentale per garantire il proseguio della storica presenza industriale bellinzonese. Approvato dal Gran Consiglio il messaggio per il nuovo stabilimento delle Officine a Castione, sui cui l’associazione, come altre sigle, nonostante le critiche, ha scelto di non lanciare referendum (mentre bisognerà ora attendere l’esito dei ricorsi inoltrati al Tribunale amministrativo federale da un lato dai proprietari del sedime a Castione e dall’altro dei Comuni della Bassa Leventina), per i promotori dello storico sciopero del 2008 il prossimo fondamentale appuntamento è per il 19 di maggio. Che il nodo fondamentale per Gianni Frizzo e compagni fosse l’iniziativa lanciata nel 2008, che chiede la costituzione di una zona industriale-tecnologica e di una società pubblica in partenariato fra Cantone e Ffs che rilevi l’attività delle Officine, era in realtà già noto (come ci spiegava il presidente della Commissione del personale Ivan Cozzaglio lo scorso gennaio, vedi qui). Anche ieri sera, come in altre precedenti assemblee, è stato ribadito che il punto fondamentale è la predita della metà dei 400 posti di lavoro attuali delle Officine, che nella migliore delle ipotesi scenderanno ai 200-230 previsti dal progetto di Castione. Nella migliore delle ipotesi perché, ha detto il leader dello sciopero del 2008 Gianni Frizzo in assemblea, la cifra di 200 posti di lavoro non trova riscontro nel numero di ore lavoro previsto dalle Ffs nello stabilimento.  Castione o meno, il timore, più volte espresso in questi anni (timore che per "Giù le mani" assume connotati piuttosto certi), è che si vada verso un “declino programmato” dello stabilimento. Su questo punto, ha detto Frizzo ieri, le Ffs non hanno mai fornito dati, o un businessplan, in grado di rassicurare le maestranze.
Timori respinti dal sindaco socialista di Bellinzona Mario Branda, presente ieri all’assemblea assieme al municipale Plr Simone Gianini. Il sindaco (anche a titolo di membro dell’associazione) è intervenuto per sostenere che l’iniziativa (pur avendola convintamente sottoscritta nel 2008) sia oggi superata e che rischia di mettere a rischio i posti di lavoro garantiti con il progetto di Castione. “Nessuno degli operai attualmente impiegati nello stabilimento perderà il posto di lavoro”, ha detto Branda nel suo intervento (intervento pure contestato e “stoppato” da alcuni dei presenti insala, poi ripreso e concluso dal sindaco con l’”intercessione” del granconsigliere Mps Matteo Pronzini, “non sia mai che ci accusino di non essere democratici”, ha detto il deputato).
Tornando all’oggetto in votazione ieri sera, il budget indicativo di 120’000 franchi, provenienti dalle donazioni fatte al comitato di sciopero nel 2008, per la campagna in vista del voto del 19 maggio è stato approvato con 52 favorevoli, 2 astenuti e 2 contrari (fra cui il sindaco Mario Branda).
Presenti all'assemblea, fra gli altri, anche il coordinatore deell'Mps Giuseppe Sergi, la già presidente del Ps Ticino Anna Biscossa, la candidata al Consiglio di Stato dell'Mps Simona Arigoni-Zürcher.