Giù le mani: "senza iniziativa si danno 100 milioni e si perdono 200 posti di lavoro"

Giù le mani: "senza iniziativa si danno 100 milioni e si perdono 200 posti di lavoro"

Gennaio 08, 2019 - 13:32
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L'ex granconsigliere socialista Ivan Cozzaglio, presidente della commissione del personale delle Officine, era presente ieri al Comitato cantonale del Ps Ticino, espressosi a favore del messaggio governativo sul nuovo stabilimento delle Officine di Bellinzona, un progetto su cui i promotori dello sciopero del 2008 non hanno mai nascosto i propri dubbi, pur non opponendosi allo stanziamento dei 100 milioni in sè. Abbiamo chiesto a Cozzaglio quali scenari si delineano, ora che anche il Partito socialista ha deciso di appoggiare il progetto scaturito dall’accordo fra Ferrovie, Cantone e Città di Bellinzona.

Ivan Cozzaglio, lei durante la votazione nel comitato socialista sul messaggio sul nuovo stabilimento delle Officine FFS si è astenuto. La posizione dell'associazione "Giù le mani", come quella dei lavoratori, ha detto,  non è contro ai 100 milioni, ma a come il progetto si sta delineando. Come mai?
Abbiamo sempre detto che non siamo contrari ai 100 milioni, ma al contenuto che si prospetta esserci nel nuovo stabilimento industriale a Castione. Vengono escluse una serie di attività che ancora oggi vengono svolte alle Officine di Bellinzona: la lavorazione del settore merci, delle locomotive, il reparto sale. Precludendo queste attività vi sarà meno mano d'opera. È questo quanto contestiamo in questo progetto.
Ben vengano dunque i 100 milioni, ma il fine deve essere quello di mantenere occupazione in Ticino. Ora come ora il Cantone dà 100 milioni e si perdono 200 dei posti di lavoro che oggi abbiamo alle Officine.

Nel concreto la vostra opposizione dove si vedrà, se non su questo messaggio?
Il nostro margine di intervento sarà con l'iniziativa "Giù le mani". Nelle assemblee dei lavoratori e dell'associazione "Giu le mani" abbiamo votato una risoluzione che, fra gli altri vari punti, indica che non siamo contrari ai 100 milioni. Su questo c'è l'unanimità.
Sul contenuto del progetto del nuovo stabilimento entreremo nel merito con l'iniziativa, che verosimilmente verrà bocciata in Gran Consiglio e andrà dunque in votazione popolare. Essa richiama le ferrovie a doversi chinare su questa problematica, insieme al Cantone e le maestranze, per ridefinire i contenuti della nuova officina.

Dunque non lancerete referendum su questo messaggio?
No. Vorrebbe dire tradire quanto stabilito dagli operai in assemblea e dall'associazione. Non lanceremo referendum e ci asteniamo da queste discussioni. Andiamo per la nostra strada, che è quella di difendere i posti di lavoro, come è sempre stato negli ultimi 10 anni.

Nel 2008 attorno alle Officine vi è stato un grande sostegno popolare e trasversale ai partiti. Oggi, fanno notare alcuni, potrebbe non essere più così. Molto probabilmente la maggioranza delle forze politiche si schiererà contro all'iniziativa "Giù le mani". Questo quanto vi preoccupa in vista di un voto sull'iniziativa?
Non direi che siamo preoccupati. Chiaramente nel 2008 vi era stato un forte sostegno, anche alla luce della situazione di particolare gravità che si era creata. Se la popolazione si è disaffezionata alla tematica in questo tempo è anche colpa della politica, che ci ha un po bistrattati. Sappiamo che al momento del bisogno, quando ci sarà da decidere, il ticinese sarà in grado di ragionare. Quando si andrà in votazione dovremo riuscire a far capire la bontà della nostra iniziativa. Faremo la nostra battaglia e alla fine sarà il popolo sovrano a decidere che futuro dare allo sviluppo ferroviario e industriale in Ticino.