Gli effetti della legge Weber

Gli effetti della legge Weber

Agosto 11, 2019 - 18:56
Posted in:

Sull'ultimo numero di Azione, l'economista Angelo Rossi fa il punto della situazione sulla legge che regolamenta la costruzione delle case secondarie. 

Il 20 marzo 2015 è stata approvata la legge federale che impedisce la costruzione di nuove residenze secondarie (la cosiddetta "legge Weber"), nei comuni in cui esse superano il 20% delle costruzioni. L'ultimo numero di Azione, il settimanale di Migros, ha ospitato un contributo dell'economista Angelo Rossi, il quale - con un occhio sullo situazione del Canton Ticino - ha provato a fare il punto della situazione.
 
Rossi, riprendendo lo studio che il Cantone ha fatto allestire nel 2017, evidenzia che "in Ticino tutti i comuni di montagna registrano una quota di residenze secondarie al di sopra del 20%, con picchi sopra al 50% nei distretti di Leventina, Blenio e Vallemaggia". Da non sottovalutare, però, è il fatto che "la quota del 20% di residenze secondarie è però superata anche da comuni delle aree urbane situate attorno ai laghi. Così nel Locarnese, mentre la città possiede una quota di residenze secondarie che oscilla attorno al 16%, i comuni di Ascona, Brissago, Brione, Minusio, Muralto, Orselina e Ronco sopra Ascona hanno tutti quote superiori al 20%. Nel Luganese si riproduce la medesima situazione con i Comuni di  Bissone, Collina d’Oro, Melide, Morcote e Vico Morcote, Brusino Arsizio, Caslano,  Magliaso, Maroggia e Ponte Tresa, mentre Lugano e Paradiso possiedono quote inferiori a quella fissata dalla legge".
 
Secondo Rossi, non tutti i comuni vivono i medesimi problemi, in termini di abitazioni secondarie. Se - generalmente - il problema per i comuni montani è legato al conflitto tra l'edificazione di nuove residenze secondarie e la salvaguardia del paesaggio e della natura, secondo Rossi, ciò non è forzatamente vero per il Ticino. Nel nostro Cantone, infatti, "le residenze secondarie di montagna  sono molte volte costituite non da nuove costruzioni, ma da vecchie costruzioni nei nuclei o nei maggenghi che vengono recuperate e riattate a questo scopo. Mentre non si può negare che esistano casi particolari di conflitto tra le residenze secondarie e  la protezione della natura e del paesaggio, in generale si può affermare che nei comuni delle montagne ticinesi la residenza secondaria ha molte volte contribuito a salvaguardare un patrimonio edificato vecchio di qualche secolo che, altrimenti, sarebbe stato abbandonato all’incuria del tempo".
 
Per quel che concerne le regioni lacuali, invece, Rossi sostiene che la questione delle case secondarie sia completamente differente. Nelle zone di lago - sostiene Rossi - "le case e gli appartamenti di vacanza sottraggono superficie abitabile alle residenze primarie e, di conseguenza, fanno lievitare prezzi e affitti per le persone che risiedono permanentemente in questi comuni".
 
Considerando poi l'esistenza di una piattaforma quale Airbnb, per l'economista "i proprietari possono ottenere un guadagno non indifferente, affittando la loro proprietà ai turisti, senza incorrere (almeno per il momento) in alcun inghippo giuridico. A perderci, in questi frangenti, sono quindi oltre agli inquilini anche gli albergatori della destinazione turistica in questione".