Gli uscenti riconfermati, Ghiggia rimonta ma non abbastanza, gli outsider meglio di quanto si potesse prevedere

Gli uscenti riconfermati, Ghiggia rimonta ma non abbastanza, gli outsider meglio di quanto si potesse prevedere

Novembre 16, 2015 - 00:40
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PLR e PPD tirano un sospiro di sollievo, Malacrida e Savoia tutto sommato reggono. Schivato il "pericolo" Ghiggia, l'attenzione si sposterà su Gobbi.

E alla fine nulla cambiò. Il pipidino Filippo Lombardi e il liberale Fabio Abate sono stati riconfermati al Senato. Alla fine il leghista Battista Ghiggia non ce l'ha fatta, anche se ha notevolmente ridotto la distanza da Fabio Abate, passando da 4'000 voti a 1'600 di distacco. Ma non è bastato. 
Se Abate e Lombardi hanno tutte le ragioni di rallegrarsi del loro risultato, dovrebbe far pensare che un emerito sconosciuto ai più, ovvero l'avvocato Ghiggia, che solo sei mesi fa in questo Cantone nessuno conosceva, in tre mesi di campagna elettorale è riuscito a posizionarsi così bene, facendo un voto stratosferico a Lugano, ormai sempre più roccaforte leghista. 
Probabilmente se la Lega avesse candidato un personaggio più affermato per il Consiglio degli Stati, come poteva essere Lorenzo Quadri, Marco Borradori, Michele Foletti o Silvia Torricelli, uno dei due uscenti sarebbe rimasto a casa. Ma la storia non si fa con i se e giustamente PPD e PLR possono tirare un sospiro di  sollievo. 
 
 
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Ovviamente passa in secondo piano il risultato del quarto e del quinto candidato al Consiglio degli Stati, ovvero il socialista Roberto Malacrida e l'ex coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. Ma chi ha seguito sul territorio la campagna elettorale sa molto bene che già al primo turno i due non si erano particolarmente impegnati, e nel secondo hanno fatto anche meno. Tenendo presente questo, il loro dato va letto sicuramente non come un successo, ma meno negativo di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Sergio Savoia, che proprio in questa campagna elettorale ha deciso di abbandonare la guida dei Verdi Ticino, non si può definirlo propriamente un "cadavere politico". Chi in questo week-end ha deciso di votarlo sapeva molto bene di "buttare via" il suo voto e la polarizzazione fra Abate e Ghiggia poteva drenare molti più voti. Invece il buon Savoia può registrare al suo attivo uno zoccolo duro di più o meno 10'000 persone che a prescindere dalle sue reali possibilità di andare a Berna gli esprimono stima e fiducia attraverso il voto. Malacrida è per certi versi ancora più interessante. Con un partito alle spalle, il PS Ticino, che proprio dalle elezioni federali del 2007 incamera solo sconfitte elettorali (più o meno gravi a dipendenza dell'occasione) e che è passato dal 24% di voti del 2003 al 14% di voti del 2015, il medico di Bellinzona riesce a capitalizzare il 18% dei consensi, più di quanto riuscì a fare nel '95 (quando il PS conquistò il secondo seggio al Nazionale) il martinelliano (e grande amico dell'allora presidente del PS Ticino John Noseda) Virginio Pedroni, allora unico candidato dell'intera sinistra al Consiglio degli Stati. In questo ballottaggio Malacrida lo si è visto poco sul territorio e il PS Ticino sicuramente non ha fatto un granché, dunque ottenere questo tipo di risultato non era per nulla scontato. Probabilmente ciò non significa che il PS Ticino sia uscito dalla sua gravosa crisi, piuttosto questo risultato può essere letto in una grande stima che molti elettori hanno nei confronti della persona e del medico Roberto Malacrida.
 
 
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Finito il ballottaggio e schivato il pericolo di vedere Ghiggia al Senato, gli anti-leghisti da oggi potranno concentrarsi a tempo pieno nel boicottare in tutti i modi la candidatura di Norman Gobbi al Consiglio federale. Sabato prossimo sapremo se l'UDC nazionale deciderà di presentare il nome del ministro di Quinto nella rosa dei candidati ufficiali per il 9 dicembre. Ma a prescindere di come andrà a finire l'opzione di Gobbi in Consiglio federale la Lega dei Ticinesi ha il vento in poppa, a Lugano può ambire ad un quarto municipale e i vergognosi attentati parigini sicuramente non le faranno perdere consensi, anzi. Per chi soffre del successo della Lega il futuro potrebbe essere con problemi di bile.