Gran Bretagna: la (non) strategia alternativa?

Gran Bretagna: la (non) strategia alternativa?

Marzo 14, 2020 - 10:54
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In Gran Bretagna fa discutere la strategia adottata dal Governo per fronteggiare il coronavirus. Johnson agli inglesi: "molte altre famiglie perderanno i loro cari prima del loro tempo”. 

“Il virus si diffonderà ulteriormente, e devo essere chiaro con il popolo britannico: molte altre famiglie perderanno i loro cari prima del loro tempo”. Non solo in Ticino si discute sull'adeguatezza delle misure attuate per contenere il cornavirus. Se in Ticino le prime dichiarazioni delle autorità erano improntate al "niente panico", il premier inglese Boris Johnson sembra aver scelto la terapia d'urto per comunicare ai sudditi di Sua Maestà lo stato dell'attuale situazione. 
 
A far discutere ancor di più in queste ore sono però le parole di sir Patrick Vallance, fra i principali consulenti sanitari del Governo, che ha delineato la strategia che sembra per ora essere perseguita dalle autorità britanniche per fronteggiare il virus: l'immunità di gregge, ovvero lasciare che la popolazione si infetti e sviluppi un'immunità. Una scelta che diverge da quella operata dalla maggior parte dei Paesi, ovvero di contenimento del virus. Ma stando a quanto riporta il Guardian sarebbe questa l'opzione favorita dal gruppo di lavoro che consiglia il Governo britannico sul coronavirus. 
 
Secondo Vallance per raggiungere l'immunità di gregge almeno il 60-70% delle popolazione dovrebbe ammalarsi. Il problema è però lo stesso che alle nostre latitudini: la tutela delle persone fragili, anziani e persone con patologie pregresse. Una strategia simile potrebbe aumentare il rischio per queste categorie. Il vantaggio è che probabilmente non vi sarebbe l'impatto economico portato da tutte le misure di contenimento adottate in altri Paesi (ma questo non è stato detto dalle autorità britanniche). 
 
L'attuale strategia del Governo ovviamente fa discutere in Gran Bretagna. "Sono preoccupato che fare piani che presuppongano che una così grande percentuale della popolazione si infetti (e che si spera guarisca e diventi immune) potrebbe non essere il meglio che possiamo fare", ha detto Martin Hibberd, professore di malattie infettive emergenti alla London School of Hygiene & Tropical Medicine, citato dal Guardian. Addirittura Anthony Costello, pediatra ed ex direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, si spinge oltre: "Questa non è una strategia. È la resa", ha scritto su Twitter, sostenendo che le raccomandazioni dell'Oms dicano diversamente e che la teoria che nella popolazione si sviluppi un'immunità è tutta da verificare.