Ha senso comunicare il numero di contagiati?

Ha senso comunicare il numero di contagiati?

Ottobre 17, 2020 - 11:32
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Il provocatorio titolo di questa puntata di Rewind riprende una domanda che ha posto Massimo Cacciari - filosofo e già sindaco di Venezia - durante una recente puntata del programma Rai Cartabianca. Nel video vi che proponiamo, infatti, Cacciari si scaglia contro il "delirio normativistico" di questa situazione d'emergenza e sulla comunicazione dei dati relativi ai contagi di COVID-19, da lui ritenuti privi di "senso scientifico". Cacciari fa ovviamente riferimento all'Italia, la cui situazione è però analoga a quella del Ticino, della Svizzera e di buona parte del resto del mondo.

La comunicazione del numero di contagiati è certamente un aspetto importante della gestione della pandemia, ma forse Cacciari non ha tutti i torti nell'avanzare delle critiche. Il numero di contagiati preso come dato a sé stante, infatti,  può voler dire tutto e niente. Il numero di positivi alla COVID-19 è il risultato di quanti tamponi? Qual è l'evoluzione del rapporto tra casi positivi riscontrati e numero di tamponi eseguiti? Quanti sono gli asintomatici tra le persone risultate positive? Quante sono le persone ricoverate in ospedale? Qual è la loro età? Hanno delle malattie pregresse? Quanti posti di terapia intensiva ci sono negli ospedali? Senza una risposte a queste domande, la comunicazione del numero di contagiati arrischia unicamente diventare fonte di panico e confusione.

La pandemia è una cosa seria e non dovrebbe essere affrontata con una certa leggerezza nell'elaborazione dei dati. Come ha giustamente detto Cacciari nel programma di Bianca Berlinguer, "posso essere trattato da persona in grado di comprendere?".

 

TM