Henrik Bang: "Puntiamo sulle centrali a biomassa ed evitiamo i pasticci"

Henrik Bang: "Puntiamo sulle centrali a biomassa ed evitiamo i pasticci"

Agosto 24, 2016 - 08:30
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Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione del Pentathlon del boscaiolo organizzata da Bosco Ticino. In quell'occasione abbiamo intervistato Henrik Bang, presidente dell'associazione, che ci ha parlato del Pentathlon, della professione di selvicoltore e delle problematiche della filiera del bosco in Ticino, senza risparmiarsi alcune critiche ad alcune scelte di pianificazione energetica operate nel nostro Cantone. 

Henrik Bang, si terrà questo sabato la 26esima edizione del Pentathlon del boscaiolo. Quali sono i punti salienti e le novità di quest'anno?
 
La nostra è una manifestazione itinerante e quest'anno saremo a Cioss Prato, in Val Bedretto, in un bellissimo bosco di larice e questa è una prima novità. Oltre all'usuale programma con le gare di abilità per i boscaioli del Canton Ticino alla mattina e il mini-pentathlon dedicato ai bambini, avremo un albero con delle prese di alpinismo dove è possibile per i bambini, in tutta sicurezza, arrampicarsi per alcuni metri e ci sarà un concorso di disegno a tema, che verrà svelato solo sabato mattina. I tre migliori disegni verranno pubblicati sulla rivista del settore forestale "Forestaviva". Oltre a ciò i co-organizzatori dell'evento, che sono il Comune, il Patriziato e la Pro Bedretto, allestiranno un mercatino delle pulci con oltre 60 bancarelle e hanno ingaggiato il primo gruppo sportivo di lancio dell'ascia, l'Axe Throving Club Ticino di Faido, che permetterà anche ai visitatori di effettuare alcuni lanci di prova. Ci sarà poi il Gruppo ticinese Corno delle Alpi e tante altre attività, come la gara di arrampicata sul palo e il concorso di scultura con la motosega.
 
 
Nella vostra ottica è anche un modo per attirare i giovani verso la filiera del bosco e la professione di selvicoltore?
 
Esattamente. In Ticino abbiamo circa cento apprendisti selvicoltori suddivisi sui tre anni, ovvero 35 posti di tirocinio all'anno. Sono dei posti di tirocinio, e successivamente di lavoro, collocati in periferia. Sono pertanto importanti per l'economia locale visto che danno un po' di vita e commercio alle Valli. Rispetto alla Svizzera Interna, dove si riscontra una difficoltà a trovare giovani che vogliono intraprendere questa professione bellissima, in Ticino ci sono tanti giovani intenzionati ad percorrere questa strada. Questo perché le aziende forestali ticinesi sono riuscite a diversificare le loro attività e si spazia pertanto dalla creazione di biotopi, alla lotta alle specie invasive, dalla gestione del bosco di protezione, ai tagli speciali nelle città, fino all'arboricoltura e alla costruzione di parchi gioco. Il giovane che ha bisogno di una formazione e un'attività lavorativa diversificata in Ticino trova una professione che è sì pericolosa e dura, ma molto stimolante.
 
 
 
Durante la conferenza stampa, avete sottolineato come la precedente edizione del Pentathlon abbia avuto una buona partecipazione, con 4'000– 5'000 persone presenti. Quali sono gli obiettivi? Puntate a diventare uno degli eventi “clou” del Ticino?
 
Più che altro puntiamo a mantenere la genuinità e l'originalità di questa manifestazione. Vogliamo creare un evento per il settore forestale innanzitutto. I dipendenti e gli operatori di questo settore lavorano in zone discoste, da Airolo a Chiasso, e hanno poche occasioni per ritrovarsi. C'è una piccola parte competitiva, che andrà a designare il campione ticinese e la miglior squadra. Anche l'agonismo avrà dunque il suo spazio. L'obiettivo di questo momento di convivialità è però quello di sensibilizzare la popolazione ticinese sulle funzioni del bosco, sulla sua importanza e sull'importanza del settore forestale.
 
 
 
questo proposito, sempre durante la conferenza stampa, avete accennato che in Ticino il prodotto del bosco non è totalmente sfruttato. Ritenete che da parte della politica e dell'economia sia necessaria più attenzione verso il bosco?
 
Più che sfruttato direi valorizzato. Il prodotto bosco ci dà degli interessi, attualmente noi valorizziamo il 15% di questi interessi. Sarebbe veramente interessante in ambito energetico, dove ci sono i problemi più importanti per quanto riguarda lo smercio, creare delle centrali a cippato e a biomassa, con annessa rete di teleriscaldamento, per valorizzare adeguatamente questo prodotto.
 
 
 
Visto che negli ultimi anni si sono sviluppate le cosiddette energie pulite, come possono essere quella solare o il geotermico, non sarebbe più interessante puntare sul legno come materia d'opera o per la costruzione di abitazioni ecologiche?
 
Quando parlo del bosco faccio sempre il paragone con il maiale. Chiaramente il filetto, le costine e le parti pregiate, che nel bosco sono il legname d'opera, hanno già attualmente degli importanti sbocchi, con un richiesta che è in aumento. Ad esempio il legname d'opera di castagno è ricercatissimo: un camion di questo legname si vende in un giorno. Il problema è che nella gestione del bosco non si possono ricavare solo le parti pregiate. La gestione del bosco ha come primo obiettivo garantire la continuità della sua funzione, che in Ticino è quella di protezione. Da quello che si ricava da un intervento nel bosco di norma il 20-30% è composto di “filetto”, ovvero da legno di qualità che non si ha nessun problema a smerciare. Rimane però un 70-80% di “frattaglie”, di legname poco pregiato, che come unico sbocco ha quello dell'energia. Visto che siamo in un economia libera e le aziende devono garantire la propria sopravvivenza, se non riescono a smerciare quel 70-80% di “frattaglie” hanno troppo capitale fermo e non riescono a stare in piedi economicamente. Il Cantone e gli Enti pubblici dovrebbero perciò favorire gli impianti a cippato, che smaltiscono questa parte di legname. Ciò permetterebbe alle aziende di curare una parte maggiore di bosco.
 
 
 
In questi impianti viene garantito l'utilizzo di prodotto locale, oppure è a conoscenza di cippato o pellet proveniente da fuori Cantone?
 
Negli impianti a cippato a mia conoscenza non c'è nessun prodotto proveniente dall'estero, dato che abbiamo un esubero e la maggior parte degli impianti presenti attualmente sono stati costruiti con dei sussidi pubblici, che hanno come clausola l'utilizzo di un cippato di origine ticinese. Per quanto riguarda il pellet in Ticino non ci sono fabbriche e quindi viene in parte dalla Svizzera Interna e in parte dall'estero. Lo sviluppo della produzione di pellet in Ticino è problematico perché deriva dagli scarti di segheria e tendenzialmente necessita di una grossa struttura. In Ticino, tranne una ad Airolo, non ci sono segherie di queste dimensioni. In Ticino c'era una fabbrica di pellet, ma è fallita perché non riusciva ad essere concorrenziale con le segherie della Svizzera Tedesca o della Germania e dell'Austria, che avevano la materia prima a disposizione in loco. Per il Ticino reputiamo invece importante puntare sugli impianti a biomassa. A Losone è in fase di completamento una centrale e a Biasca sta nascendo un'altra realtà simile. È anche importante evitare alcuni “pasticci” della politica ticinese, come creare centrali a cippato nel Bellinzonese per poi chiuderle quando non sono ancora ammortizzate. È un sassolino che voglio togliermi dalla scarpa: sia la centrale termica della Torretta nonché quella di Camorino, malgrado siano investimenti rispettivamente del 2002 e del 2006-2007, ora verranno smantellate per dare più spazio al teleriscaldamento dell'inceneritore di Giubiasco con la Teris SA, che è già in concorrenza con la Metanord, che è già in concorrenza con le termopompe dell'AMB (Aziende Municipalizzate Bellinzona). Dal punto di vista della pianificazione energetica il Bellinzonese è un “carnaio” dove non c'è un'ottimizzazione. In tanti luoghi sul marciapiede destro viene installata la tubatura della Teris e su quello sinistro quella della Metanord.