I calciatori in fuga dovrebbero essere espulsi?

I calciatori in fuga dovrebbero essere espulsi?

Marzo 21, 2020 - 11:23
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A pallone, ormai, non si gioca più. La pandemia di Coronavirus ha fatto fermare quasi tutto il calcio professionistico e ha addirittura portato al rinvio di Euro 2020 (ne avevamo parlato qui). Anche in tutta la cronaca sportiva non si fa altro che parlare di Coronavirus e di avvenimenti ad esso legati. 

 

L'ultimo giocatore ad essere balzato agli onori (si fa per dire) della cronaca è Gonzalo Higuain. L'attaccante della Juventus, infatti, è fuggito dall'Italia con la propria famiglia, per raggiungere la madre, in Argentina. Secondo quanto riportato dai media italiani, Higuain sarebbe riuscito a partire dall'aeroporto di Torino-Caselle - con un volo privato - mostrando alla sicurezza il risultato di un tampone che provava di non essere infetto. In questi caotici giorni, altri compagni di squadra del bomber argentino hanno deciso di spostarsi da Torino, per rientrare nei rispettivi paesi. Si tratta di Cristiano Ronaldo, tornato in Portogallo; Miralem Pjanic, spostatosi in Lussemburgo; e Sami Khedira, direttosi in Germania.

 

La situazione in casa Juventus, per quel che riguarda la gestione della pandemia, è piuttosto complicata. Lo scorso 11 marzo, infatti, il giocatore Daniele Rugani è risultato positivo al test che identifica il Coronavirus. Conseguentemente allo scoppio del caso-Rugani - a cui è seguita anche la positività di Blaise Matuidi - tutti i giocatori della Juventus sono stati messi in isolamento. 

 

Di fronte alla crisi che sta vivendo il mondo intero - e l'Italia in particolar modo - la fuga dei calciatori della Juventus sembrerebbe essere non solo un gesto poco saggio, ma addirittura illegale. Secondo quanto affermato dall'avvocato Rinaldo Romanelli al Corriere dello Sport, infatti, i calciatori - così come qualsiasi altro individuo - non possono interrompere la quarantena, la quale "è stata prevista fin dall'ordinanza del ministero della salute del 21 febbraio 2020. All'articolo 1 è fatto obbligo alle autorità sanitarie di applicarla per quattordici giorni". Stando alle parole di Romanelli, quindi, "non è previsto da nessun decreto o nessuna legge il fatto che si possa abbandonare il domicilio, figuriamoci di volare fuori dall'Italia, prima che scada il termine dei quattordici giorni".

 

Il problema causato dai calciatori che hanno deciso di abbandonare Torino, però, non si ferma all'aver probabilmente violato le restrizioni dettate dalla quarantena. Innanzitutto, questi personaggi non hanno certamente fatto un piacere ai genitori che hanno raggiunto. Considerando l'età di questi giocatori, infatti, i loro genitori potrebbero facilmente essere degli over 65 che - grazie alle gesta dei propri figli - si trovano ora esposti a un maggior rischio di contagio. Il gesto, quindi, è di puro egoismo, molto probabilmente fatto per evitare le restrizioni di movimento presenti ora in Italia. 

 

La fuga è di per sé pericolosa - e non per niente siamo tutti invitati a rimanere in casa, anche in Ticino - ma lo è ancor di più se fatta verso il Sudamerica, dove la sanità non è purtroppo organizzata e diffusa come nell'Europa occidentale e dove ci sono enormi quartieri poverissimi, oggi potenziali bombe epidemiologiche. Nel caso più estremo, Higuain - ma anche i "parigini" Thiago Silva e Neymar, scappati in Brasile - potrebbe dover rispondere del reato di epidemia colposa. 

 

In questo momento di crisi, anche il calcio dovrebbe fare la sua parte: innanzitutto dando il buon esempio. Qualcuno, infatti, potrebbe comprensibilmente chiedersi perché dover rimanere rintanato in un piccolo appartamento, quando c'è chi si arroga il diritto di fuggire da una prigione dorata.  

 

Considerando questa breve ricostruzione di quanto sta accadendo, forse, la FIFA e le varie leghe calcistiche nazionali dovrebbero intervenire. Secondo chi scrive, i calciatori in fuga si stanno ponendo al di sopra delle regole straordinarie di questo momento difficile e, pertanto, meriterebbero l'espulsione. Non un semplice cartellino rosso, con il quale tocca saltare tre partite, ma un'interdizione da tutte le competizioni - ovvero qualsiasi campionato nazionale e competizione internazionale - per qualche anno.