I fiori, le feste e i discorsi non contano. Ecco perché essere fieri di Marina Carobbio

I fiori, le feste e i discorsi non contano. Ecco perché essere fieri di Marina Carobbio

Novembre 28, 2018 - 20:00

L'elezione di Marina Carobbio alla presidenza del Consiglio nazionale è l'occasione per spiegare alcuni fatti sui socialisti...

In questi giorni un sacco di persone mi ha chiesto: allora sei contento che Marina Carobbio è diventata presidentessa del CN? Che domande, certo che sì! E infatti ne approfitto per farle i più cari auguri e complimenti!
Quando mi pongono questa domanda colgo però l’occasione per spiegare una cosa dei socialisti: l’importante non sono i contatti d’amicizia, né il potere. A Sinistra occupare un ruolo istituzionale significa essere a disposizione della causa; né più, né meno. Chiamandoci “compagne e compagni” fra di noi cerchiamo infatti proprio di rifiutare quel metacodice amico/nemico che contraddistingue la gestione di potere borghese. Non ci identifichiamo in base a quanto si è potenti, ma in base a quale linea politica si segue. Non abbiamo il palazzinaro, il capo di cliniche private o il banchiere di riferimento a darci lavoro, ma abbiamo correnti ideologiche.
A differenza degli altri, questo fa litigare come dei matti a sinistra. Da noi il primo pischello che passa si sente legittimato a dare del “traditore” a chi è leggermente a lato della sua linea o a chi accetta determinati compromessi. E non c’è niente di male, certo fa umanamente un po’ male, ma è dialettica interna.
Avere Marina Carobbio come prima cittadina svizzera è motivo di orgoglio di noi tutti. Ciò che conta comunque non sono i fiori, e nemmeno la festa, e nemmeno i discorsi alla tele. Quello che conta è l’atteggiamento parlamentare, per questo siamo orgogliosi. Oggi i borghesi espongono viepiù antiumanità, antiecologicità e antisolidarietà, la Carobbio è un giusto antidoto contro quella deriva. Bisogna guardare i dati a disposizione, il suo ecorating p.e. è al 100% verde, mentre una personcina corretta e a modo come la Pantani sta (prevedibilmente) allo 0%. Oppure guardiamo il sito lobbywatch.ch: mentre la Carobbio ha dato il tesserino a Laura Riget, della GISO, Lorenzo Quadri lo ha dato a un lobbista puro, il “balivo” Jürg Aschwanden, che lavora per UPC (Cablecom).
Non tutti lo sanno, ma proprio 100 anni fa i socialisti finalmente riuscivano a entrare con una rappresentanza decente in parlamento, grazie a un’iniziativa popolare che imponeva il proporzionale. Era una conseguenza dei capi del PS che fermarono lo sciopero generale di fronte alla violenza armata liberale. Agli storici di sinistra-sinistra piace tanto mettersi nei panni di Grimm e sostenere che sbagliò. Ma quella sbirciatina alla storia ci permette di capire che i veri violenti, i veri black bloc della nostra politica sono i liberali e leghisti, i vari Pelli e Gobbi. Giocare contro questa gente è complesso, ci vuole esperienza, dialettica, capacità di posizionarsi, di creare legami umani.
La socialdemocrazia in parlamento, o perfino in governo, gioca un ruolo importante, di controllo. Non è facile comprenderne la portata, ed infatti quante volte i socialdemocratici si sentono dare dei “complici!”. Ma la politica quando sei in minoranza è l’arte del compromesso: se i litigi degli altri creano spazi, allora cedere poco, ma cedere bene. Non cedere se gli altri fingono. Non è facile, si tratta di strategie spesso incomprensibili (e talvolta solo con l’occhio del poi si capisce se effettivamente la strategia era sbagliata).
Avere 9 politici di destra su 10 come espressione del canton Ticino è una vergogna, non sono rappresentativi della realtà. Avere Carobbio come prima cittadina dell’intera Svizzera permetterà infine a tutto il cantone di aprire gli occhi sull’urgente necessità di tornare ad avere (almeno!) due rappresentanti della sinistra ticinese nel palazzo federale. E sarebbe ora!

Filippo Contarini, Lucerna