I giochi sono fatti! Chi rimane fuori? Romano o Pantani? Cattaneo o Farinelli?

I giochi sono fatti! Chi rimane fuori? Romano o Pantani? Cattaneo o Farinelli?

Ottobre 20, 2019 - 04:00
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Manca poco. Oggi pomeriggio sapremo gli esiti di questa “scialba” campagna elettorale.  Probabile un raddoppio della sinistra, sarà da vedere chi perderà un seggio: il “grande centro” (o “grande centro-destra”) o la destra di Lega-Udc? All’interno di alcuni partiti pure la competizione è serrata. Chi verrà “rigato” di più?

Oggi sapremo i risultati di questa "scialba" campagna elettorale per le elezioni federali. Ci saranno delusi e vincenti, sia fra i candidati che fra i partiti.
 
 
 
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Le due vere novità di questa campagna elettorale sono state la congiunzione fra Plr e Ppd e la creazione di una nuova lista elettorale che ha visto il Forum Alternativo di Franco Cavalli unirsi con i Verdi Ticino, dando vita a "Verdi-Sinistra alternativa", dove sono confluite pure le due costole dell'ex Pdl (Partito del Lavoro): il Pc, partito comunista di Massimiliano Ay e il Pop di Sonia Crivelli. I quattro partiti (Pc, Pop, Forum e Verdi) che da soli non otterrebbero un seggio al Consiglio nazionale, assieme potrebbero oggi figurare fra i vincitori, conquistando il risultato storico di portare coloro che si collocano alla sinistra del Ps Ticino, ad avere un seggio alla Camera bassa. Tutti gli osservatori danno per favorita la verde Greta Gysin, ma noi riteniamo che i "Cavalli di razza" potrebbero recuperare sul finale. Fra qualche ora il verdetto.
 
 
 
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Per la congiunzione fra Plr e Ppd è molto semplice il ragionamento che bisogna fare. L'unica ragione per cui è stata fatta questa congiunzione è quella di salvare il seggio del Ppd, attualmente occupato da Marco Romano. Il calcolo della dirigenza dei due partiti è stato che con la congiunzione i due partiti avrebbero "blindato" la riconferma dei 4 seggi che attualmente occupano a Berna al Consiglio nazionale, 2 per il Plr e 2 per il Ppd. Il grande centro (che a guardarlo bene sembra più un grande centrodestra) formato da liberali e pipidini ha l'esplicita ambizione di mantenere metà della deputazione ticinese alla Camera bassa quale loro espressione.
Dunque l'obiettivo della congiunzione è quello di "bloccare" l'avanzata dei Verdi-Sinistra alternativa o di togliere un seggio alla coalizione di destra (Lega e Udc), mandando a casa la consigliera nazionale leghista Roberta Pantani. 
Ma se Greta Gysin fosse eletta al Consiglio nazionale (o in alternativa i socialisti ottenessero un secondo seggio), o se Roberta Pantani fosse riconfermata (dando per scontata la rielezione sia del leghista Lorenzo Quadri, sia del democentrista Marco Chiesa), ecco che per i teorici della storica congiunzione fra Ppd e Plr sarebbe l'apoteosi del fallimento strategico e probabilmente entro lunedì ci sarebbero le dimissioni in blocco sia dell'Up, ufficio presidenziale, del Plr, sia del Ppd. Infatti, con la congiunzione è quasi matematicamente impossibile non riuscire a fare 4 seggi fra i due partiti. Vorrebbe dire che uno dei due partiti, Plr o Ppd, o entrambi i partiti, hanno subito un'emorragia di voti senza precedenti!
Ad impensierire è il mal di pancia per la congiunzione in casa Plr, sia nell'ala più a sinistra, quella radicale, sia nell'ala più a destra (vedi l'ex presidente sezionale di Lugano, il "giudiciano" Grandini).
Se le perdite per il Plr si limitassero ad un 1 o 2 per cento, ecco che i quattro seggi si possono dire certi. Ma se le perdite fossero maggiori, ecco che i giochi per Roberta Pantani si riaprirebbero.
 
 
 
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Per il "Grande centro" (Plr+Ppd) è aperta anche la corsa interna. Si può dare per scontata la rielezione del pipidino Fabio Regazzi, mentre il suo collega Marco Romano è tallonato da Michele Moor (che comunque farà anche molte "rigature", infatti se Romano venisse rieletto è grazie alle migliaia di rigature che Moor accumulerà).
In casa liberale diamo per molto probabile l'elezione di Natalia Ferrara (già candidatasi nel 2015 al Consiglio di Stato come Natalia Ferrara Micocci). D'altronde potendo godere dei sostegni di importanti esponenti di Comunione e liberazione, oltre a quelli "dell'Uomo del Monte" e qualche esponente pararadicale, senza dimenticare il fedele sostegno dei Masoni (tanto da scrivere sui social, con il post "Laura chi?", durante la campagna per le cantonali di sei mesi fa, un attacco frontale all'ex consigliera di Stato Laura Sadis, rea di aver espresso l'idea dell'importanza del mantenimento di un seggio socialista in Governo) la candidata di Stabio ha già (quasi) la sua elezione in tasca. L'unico problema che potrebbe farla perdere è collezionare troppe rigature, ma il suo far un po' da "maestrina" in ogni apparizione pubblica autocitando il proprio libro e la storia dei "massaggi al cioccolato" (di proverbiale memoria), probabilmente non danno troppo fastidio in un partito come quello liberale. E poi l'ex procuratrice ha potuto contare per tutta la campagna del fedele sostegno della "pelliana" Michela Pfyffer (colei che è andata in lista solo per "bloccare" la candidatura di Simona Genini, che probabilmente avrebbe fatto troppa concorrenza alla candidata di Stabio!).
Dunque (a meno di una valanga di rigature sulla candidata che scrive un libro) Alex Farinelli o Rocco Cattaneo rimaranno fuori. Quest'ultimo da uscente non sarebbe felice di non essere rieletto (soprattutto dopo le laute donazioni all'Ambrì), mentre per Farinelli la non elezione significherebbe un'immeritata precoce fine della propria carriera politica.
Non resta che sperare nelle rigature!!
Ma le sorprese saranno anche altre in casa liberale. Tutti gli osservatori danno Steiger ottavo dietro a Spano, noi invece lo diamo in recupero almeno nella sesta posizione. Mentre Marco Bertoli potrebbe anche aggiudicarsi la quarta posizione, battendo la favorita Karin Valenzano.
 
 
 
 
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Nella Lega c'è poco da dire. Lorenzo Quadri primo della lista (e forse primo fra tutti gli eletti alla Camera bassa) e seconda Roberta Pantani. La terza posizione se la giocano Michele Guerra e Sem Genini (anche se c'è chi dice che il consigliere di Stato Gobbi sta facendo una grande campagna dietro alle quinte per l'ex pipidino Alessandro Mazzoleni).
Ma la vera partita nella Lega è se riusciranno a confermare il secondo seggio della Pantani oppure no.
Nell'Udc è chiaramente primo Marco Chiesa e anche la seconda posizione è scontato che vada al presidente Piero Marchesi. Poi c'è da vedere se terzo sarà Paolo Pamini o Pierluigi Pasi. Non va dimenticato che Pamini può vantare la stima e l'affetto dell'ex consigliere di Stato Tito Tettamanti.
 
 
 
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In casa socialista il raddoppio è poco probabile (più probabile l'elezione di Greta Gysin di Verdi-Sinistra alternativa). Sta di fatto che la seconda posizione se la giocano la municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi e il granconsigliere Bruno Storni. A seguire gli altri, con probabilmente una bella votazione di Chiara Orelli. Riconfermerà il quinto posto il presidente Igor Righini o verrà battuto da Malacrida Nembrini? Il giovane Andrea Ghisletta dovrebbe battere il municipale di Chiasso Dosi (e forse non solo lui!).
 
 
 
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Per il Consiglio degli Stati? Semplice. Si va al ballottaggio. Come consuetudine nessuno farà il 50% dei voti, dunque ci vorrà il secondo turno a novembre. Semmai oggi capiremo quanto sarà combattuto il secondo turno. Infatti a destra come a sinistra partono favoriti rispettivamente il leghista Ghiggia e la socialista Carobbio (che in questo primo turno possono contare su un bacino elettorale più grande dei loro alleati, rispettivamente l'Udc e Verdi-Sinistra alternativa). Ma al secondo turno difficilmente questi due candidati riuscirebbero a prendere molti voti fuori dal loro "zoccolo duro", rendendo facile l'elezione del liberale Giovanni Merlini e la rielezione del pipidino Filippo Lombardi. Viceversa, se a prevalere in questo primo turno fossero rispettivamente il democentrista Marco Chiesa e la verde moderata Greta Gysin, ecco che per assurdo al secondo turno potrebbero dare molto più filo da torcere a Lombardi e Merlini. Greta Gysin maggiormente di una Marina Carobbio potrebbe conquistare voti radicali e cristiano sociali, mentre un Chiesa potrebbe sedurre meglio di un Ghiggia l'ala liberale e la destra del Ppd. In questo caso non è una chimera immaginare eletto al Senato un Marco Chiesa al posto di un Giovanni Merlini (o meno probabile di un Filippo Lombardi).