I migranti fra dramma umano e 'psicosi collettiva'. Gad Lerner a Locarno a "Spazio Dialogo"

I migranti fra dramma umano e 'psicosi collettiva'. Gad Lerner a Locarno a "Spazio Dialogo"

Settembre 27, 2019 - 14:17
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Ieri a Locarno sono stati presentati quattro cortometraggi nati dal progetto "Spazio Dialogo". Aldo Sofia, Gad Lerner e Stefano Ferrari hanno discusso del tema della migrazione e del clima "anti-stranieri" che ha caratterizzato gli ultimi anni. 

Ieri a Locarno si è tenuta la quarta edizione del Festival “Spazio Dialogo”, promosso dall’Associazione Spazio Aperto in collaborazione con la Supsi. 

Un progetto rivolto ai giovani e ai diritti del fanciullo, nato in ricordo dell’attività di Padre Callisto, e che vede i giovani partecipanti al progetto incontrarsi, conoscersi e ideare i video. Ad assisterli nel progetto, in veste di peer educator (“educatori alla pari”) gli studenti bachelor in lavoro sociale della SUPSIDEASS. Hanno partecipato al progetto gli studenti del Pretirocinio di integrazione (ITS), gli studenti mediamatici e informatici della SPAI di Locarno, accompagnati dai formatori SUPSI Leonardo Da Vinci, Fulvio Poletti e Samantha Cattaneo e coadiuvati dai registi Gianni Donvito, Antonio Universi, Stefano Mosimann e Roberto Volta.

Ieri, al Palacinema di Locarno, sono stati proiettati i quattro cortometraggi nati dagli atelier di Spazio Dialogo, alla presenza di un ospite d'eccezione: il giornalista italiano Gad Lerner, che ha intervistato i protagonisti e autori dei filmati.
Durante la serata, introdotta della Presidente dell’Associazione Spazio Aperto, Ivana Petraglio, e che ha visto anche il saluto del direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa, vi è stata anche la proiezione di alcuni estratti del documentario di Stefano Ferrari , “Ma quando arriva la mamma?”, commentati dallo stesso regista.
Il documentario racconta della vicenda di Ahmad, un bambino siriano, affetto da una grave malattia che gli impedisce di camminare, e della sua famiglia, fuggiti dalla Siria nel 2014 e giunti, attraverso molte peripezie, a Giubiasco. Qui Ahmad ha potuto ricevere cure adeguate, ma la Segreteria di Stato della migrazione, decise il respingimento verso la Germania di Ahmad e della la sua famiglia. In Germania Ahmad ha dovuto passare diversi mesi senza ricevere le adeguate cure. La situazione si è poi risolta, tanto che Ahmad si è sottoposto ad un’operazione per riacquistare la facoltà di camminare. Tuttavia la domanda di visto (temporaneo) per il ricongiungimento familiare, per permettere alla madre di Ahmad, ancora bloccata in Iraq, di assistere il figlio durante il delicato momento, è stata respinta dalla Germania (da qui il titolo "Ma quando arriva la mamma?").  Ciò nonostante le migliaia di firme raccolte dai ragazzi conosciuti a Giubiasco e inviate alle autorità tedesche. Una storia però a lieto fine, visto che in seguito la famiglia ha potuto ricongiungersi in Germania. Dall’esperienza di chi ha conosciuto Ahmad a Giubiasco, è nata l’associazione “Madri per Ahmad”, poi diventata “Madri senza frontiere”.
A seguire la storia di Ahmad, il tema dell’immigrazione e dell’attuale clima di chiusura verso i migranti che caratterizza l’Europa è stata al centro di un dibattito, moderato dal giornalista Aldo Sofia, con il regista Stefano Ferrari e Gad Lerner.
Un dialgo ruotato attorno alla domanda su come sia spiegabile, di fronte a tragedie umane come quella raccontata in "Quando arriva la mamma?", il clima di chiusura, se non di ostilità, montato nel mondo occidentale rispetto ai migranti. Gad Lerner ha osservato una correlazione fra l'impoverimento del ceto medio attuale e il clima xenofobo. Una condizione diversa rispetto a quella che ha caratterizzato i decenni passati, specialmente gli anni '70, dove le economie europee, in forte crescita, avevano bisogno di manodopera. Il giornalista italiano ha invitato anche però a non voler ingigantire eccessivamente la portata dei fenomeni anti-straneri e delle sue espressioni partiche, come ad esempio l'Afd in Germania, che alla prova delle elezioni non ha raccolto i consensi che si prevedevano. Gad Lerner si è detto preoccupato per la situazione attuale, ma fiducioso per il futuro. In fondo in Svizzera negli anni '70 c'era l'iniziativa Schwarzenbach e i cartelli sugli esercizi pubblici "vietato agli italiani". Oggi in Svizzera, pur con tutto il relativo dibattito e difficoltà,  il 25% della popolazione è straniera: "Se ce l'aveta fatta voi possiamo farcela anche noi", ha osservato Lerner