I social bloccano Trump. L'Uganda blocca i social

I social bloccano Trump. L'Uganda blocca i social

Gennaio 14, 2021 - 11:56
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Il presidente dell'Uganda ha annunciato il blocco dei social media dopo che Facebook aveva sospeso numerosi account falsi che riteneva legati alla propaganda statale. 

In questi giorni l’attenzione del mondo è concentrata sugli ultimi giorni della presidenza degli Usa di Donald Trump, a cui tutti i principali social media hanno sospeso l’account. Accanto alle attestazioni di condivisione per la decisione di bloccare i canali social del presidente, c’è anche chi ha sollevato dubbi sul precedente rappresentato da questa decisione e sul potenziale potere di “censura” delle piattaforme del web. Lo stesso ceo di Twitter Jack Dorsey ha ammesso che il blocco di Trump rappresenta un “fallimento” e un “precedente pericoloso”.

Qualcosa di simile è avvenuto anche all’altro capo del mondo, anche se con un esito totalmente opposto. A finire bloccata è stata la piattaforma di Facebook, assieme a quella di altri social media. 

Il presidente dell'Uganda Yoweri Museveni ha infatti impedito a Facebook di operare nel suo Paese, pochi giorni dopo che la società aveva rimosso dal suo social media account con nomi falsi vicini al suo governo. Come spiega un articolo apparso sul New York Times in un discorso televisivo il presidente ha accusato Facebook di "arroganza" e ha comunicato di aver dato istruzioni al suo governo di chiudere la piattaforma, insieme ad altri social media (anche se Facebook è l’unico che ha nominato). Secondo Museveni "non possiamo tollerare questa arroganza di chi viene a decidere per noi chi è buono e chi è cattivo”. L’Uganda esce da una campagna elettorale particolarmente cruenta. Il presidente uscente, al potere dal 1986, è stato accusato dagli oppositori politici di reprimere le manifestazioni di dissenso e in occasione di proteste numerose persone hanno perso la vita. Uno dei candidati sfidanti, l’ex musicista Bobi Wine, lo scorso novembre era stato arrestato (per aver violato le disposizioni contro la pandemia), scatenando forti proteste.

Facebook aveva in precedenza annunciato di aver smantellato una rete di account e pagine nella nazione africana impegnate in quello che è stato definito un "comportamento inautentico coordinato" atto manipolare il dibattito elettorale. La società ha sostenuto che la rete era collegata al Government Citizens Interaction Center, un’organizzazione che fa capo al Ministero dell'Informazione e della Tecnologia delle Comunicazioni dell’Uganda. Facebook ha spiegato che questa rete "usava account falsi e duplicati per gestire le pagine, commentare i contenuti di altre persone, impersonare gli utenti, ri-condividere i post nei gruppi per farli apparire più popolari di quanto non fossero”.

Secondo il New York Times già dalle prime ore dopo il discorso del presidente utenti dei social media in Uganda hanno confermato restrizioni alle loro comunicazioni online. Secondo il gruppo per i diritti digitali NetBlocks sono state colpite le piattaforme di Facebook, WhatsApp, Instagram e Twitter.