I socialisti scenderanno in campo a salvare Abate e il PLR?

I socialisti scenderanno in campo a salvare Abate e il PLR?

Novembre 02, 2015 - 19:27
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Per il ballottaggio del 15 novembre, nel testa a testa fra Abate e Ghiggia, ad essere determinanti saranno i voti socialisti. Ma chi sarà il nuovo presidente del PS?

Domenica primo novembre la Lega ha riempito all'inverosimile il capannone di Pregassona a Lugano. Non c'è che dire, i leghisti sono galvanizzati e Battista Ghiggia sicuramente è motivato più che mai ha emulare il Morniroli del 1991. Può essere che il 15 novembre Lombardi e Abate vengano riconfermati agli Stati, ma senza ombra di dubbio il candidato di Via Monte Boglia fra due settimane accorcerà le distanze dai due senatori uscenti e magari riuscirà nel colpaccio di essere eletto. 
D'altronde in queste due settimane dopo il 18 ottobre si è visto un Ghiggia un po' ovunque sul territorio, da Bellinzona al ristorante Corona, a molti luoghi del Mendrisiotto, mentre Lombardi e Abate sembrerebbe che abbiano già finito la campagna elettorale (Malacrida e Savoia sono di fatto fuori dai giochi).
In queste ultime due settimane probabilmente PPD, ma soprattutto PLR, si mobiliteranno come non mai, visto che una sconfitta al Consiglio degli Stati sarebbe un danno immenso per entrambi i partiti. In modo particolare per il PLR la non rielezione di Abate sarebbe paragonabile alla sconfitta subita da questo partito nel 2011, quando dimezzò la sua presenza nel governo cantonale. Proprio per questo si raschierà il fondo per raccogliere i voti necessari a riconfermare i due senatori uscenti. 
 
 
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Sicuramente, sia che venisse eletto Fabio Abate, PLR, o il leghista Battista Ghiggia, stando alle dinamiche del cupolone federale, in ogni caso saranno schierati nel fronte del centro destra, composto da UDC e PLR. Dunque sulle scelte più importanti che nella prossima legislatura dovranno essere affrontate (dall'ennesima revisione dell'AVS a l'uscita dal nucleare, ...) le differenze fra i due politici probabilmente sarebbero minime. Il duello fra Abate e Ghiggia visto da Berna non ha molto senso, ma in Ticino la posta in gioco è un'altra: decretare l'inarrestabile declino del PLR, che dopo aver perso un seggio nel Governo nel 2011 e non averlo riconquistato nel 2015, perderebbe un posto anche alla Camera Alta, o lasciare al partito che fu di Zorzi, Olgiati e Franscini la possibilità di rimanere centrale e determinante nello stabilire l'agenda politica di questo Cantone. 
La scelta fondamentalmente spetta agli elettori socialisti, se vorranno correre in soccorso di Abate e salvare il PLR, oppure abbandonare il vecchio alleato dei tempi di Guglielmo Canevascini al suo destino, valutando che a Berna l'operato di Abate o di Ghiggia sarebbe poco differente. 
 
 
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Domani, martedì 3 novembre, scade il termine per inoltrare le candidature alla presidenza cantonale del PS Ticino. Allo stato attuale sembrerebbe che nessuna candidatura sia pervenuta alla sede dei socialisti. I nomi che circolano sono sempre gli stessi: il mendrisiense Ivo Durisch, l'ex candidata al Consiglio di Stato Amalia Mirante e la capogruppo in Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli (che sembrerebbe più interessata a occuparsi della Casa del Popolo a Bellinzona che ad assolvere questo gravoso incarico). Per Raoul Ghisletta, che solo pochi mesi fa poteva essere visto come papabile, i giochi si sono chiusi dopo il congresso di giugno e soprattutto la campagna elettorale per le federali, che l'ha portato più di una volta a essere su posizioni totalmente divergenti da quelle che la maggioranza dei socialisti sostengono (e il risultato elettorale parla chiaro).
Chissà, se nessuno si facesse avanti magari il PS Ticino sarà obbligato a optare per un volto giovane, che potrebbe riposizionare i socialisti più su posizioni moderne e meno arroccate a un passato che non tornerà più.