I socialisti si aprono a nuovi orizzonti (dai divani alle panchine)

I socialisti si aprono a nuovi orizzonti (dai divani alle panchine)

Settembre 15, 2019 - 17:36

In casa socialista c’è voglia di aria fresca, di spazi aperti, di gettare lo sguardo oltre l’orizzonte, verso il Sol dell’avvenire.

Sarà per questo che nel manifesto elettorale del Partito socialista per le imminenti elezioni federali, il divano che caratterizzava il manifesto delle cantonali, su cui erano “spaparanzati” i cinque aspiranti consiglieri di Stato socialisti, ha fatto spazio a una panchina. Dall’arredo domestico a quello urbano (ma d’altronde con un'esperta come Cristina Zanini Barzaghi in lista non poteva essere diversamente). Dai divani alle panchine. E rimanendo in tema di selve, lo spartano e sobrio salotto (perché comunque è un salotto proletario, non i "salotti buoni" di cui taluni li accusano di far parte), che faceva da scenario al manifesto per il Consiglio di Stato, ha fatto spazio a Verdi arbusti e siepi, che incorniciano i “socialisti in panchina” per il Consiglio nazionale.
Un tempo sullo sfondo i socialisti ci avrebbero messo una bella fabbrica. Ma, si sa, fra delocalizzazione, automazione e varie altre "diavolerie" moderne, la classe operaia non c'è più (oppure si sta nascondendo). E poi, questa cosa che adesso le classi popolari preferiscono seguire le "sirene" dei vari Salvini e Trump. No, molto meglio appellarsi a scenari più familiari e tranquillizzanti. Sembrano quasi dire: "guardateci, siamo su un divano, su una panchina, come il Nonno, che dà il pane alle anatre. Siamo come voi, non siamo cattivi come ci dipingono".
A contrastare l''energica barbarie dei nuovi "profeti" del popolo sarà la mite figura del pensionato, il nuovo operaio, colonna portante della macchina capitalista, ma da cui ne è, esattamente come il suo antenato, orribilmente sfruttato.
 
 
 
 
franiga