I venti giorni scadono lunedì. Venti posti in meno e qualche milione in più

I venti giorni scadono lunedì. Venti posti in meno e qualche milione in più

Aprile 08, 2021 - 23:01
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Qualche informazione in più (ma non troppe) sulle tempistiche di sgombero. Tamedia accorpa le redazioni e taglia 20 posti: la politica avrà qualcosa da ridire?

Oggi il Municipio di Lugano ha informato con un comunicato stampa di tre frasi (letteralmente) che il temine dei 20 giorni dato ai molinari per sgomberare/sgomberarsi dall’ex Macello scade lunedì. Poi, se gli autogestiti rimarranno li, “la procedura seguirà il suo corso come previsto dalla legge. In particolare, è prevista una diffida con la fissazione di un ultimo breve termine per lo sgombero prima dell’esecuzione d’ufficio”. Per la seconda volta (la prima è stata in occasione del risposta in Consiglio comunale alle interpellanze sul tema) il Municipio ci dice “come previsto dalla legge”, senza specificare quali siano (o ritengono che siano) i termini temporali precisi previsti dalla legge. Non sono in grado di dirlo? Vogliono lasciarci la suspence fino all’ultimo? O forse è un’innovativa iniziativa pedagogica per invogliare i cittadini ad approfondire per conto proprio la legislazione vigente?

 

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Ci sarà una differenza fra dire che il covid è poco più di un raffreddore e dire che le misure per (tentare di) fermarlo sono eccessive? Non l’abbiamo ben capito dallo scambio di battute fra il dottor Lepori, vice-capo area medica dell’EOC, e il giornalista che lo intervistava questa mattina su Rete 1. 

Il primo ha espresso la sua indignazione per il fatto che sui social c’è gente che scrive che “la Confederazione sta chiudendo tutto a causa di qualche starnuto”, a fronte dei quasi 1’000 morti in Ticino. Il secondo lo ringrazia per le sue parole e conferma anche lui di sentire spesso persone che dicono “stiamo esagerando”. Ma un conto è “banalizzare” la malattia, un’altro è ritenere le misure eccessive. Oppure tutti quelli che ritengono le misure esagerate sono dei “nagazionisti”? Dubitiamo fortemente che tutti coloro che ritengono le misure eccessive si siano inspiegabilmente persi i bollettini quotidiani che ogni giorno, su tutti i media, informano puntualmente anche sul totale di morti covid raggiunti dall’inizio della pandemia.

 

 

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Tamedia (TXT Group) ha comunicato oggi che sopprime venti posti di lavoro con la fusione delle redazioni di Bund Berner Zeitung. Il principale gruppo mediatico svizzero, che detiene molti dei principali giornali della svizzera francese (Tribune de Genève, 24 Heuers, Le Matin, oltre al gratuito 20 Minutes) e della Svizzera tedesca (sono di TXT Tages Anzeiger, SonntagsZeitung, 20 Minute, Basler Zeitung e appunto Der Bund e Berner Zeitung), oltre al colosso dell’intermediazione pubblicitaria Goldbach e i portali homegate e tutti.ch, ha pure lui beneficiato dei sostegni finanziari, oltre al lavoro ridotto, dati ai principali media dalla Confederazione. Le motivazioni per questi aiuti erano “tutelare la pluralità mediatica” (non ci sembra sia una fattispecie molto applicabile a un gruppo che si è “mangiato” una buona parte delle testate svizzere) e di... tutelare i posti di lavoro. Iniziamo bene. Qualcuno (Consiglio federale e Parlamento) chiederà indietro qualche soldino, oppure va bene così, almeno ci saranno riconoscenti? E qui ci pare salti pure la motivazione di tutelare l’indipendenza del giornalismo.