I Verdi festeggiano la vittoria. E sul salario minimo vogliono di più

I Verdi festeggiano la vittoria. E sul salario minimo vogliono di più

Novembre 30, 2019 - 20:36
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I Verdi del Ticino oggi tenevano la prima assemblea dallo storico risultato delle elezioni federali. Ma a tener banco è stato anche il salario minimo…

I Verdi del Ticino erano riuniti oggi a Giubiasco per la prima assemblea dopo le elezioni federali dello scorso 20 ottobre, in cui hanno fatto per la prima volta il loro ingresso in Consiglio nazionale, eleggendo Greta Gysin.
 
Lo storico risultato dell’onda verde delle elezioni federali è stato al centro dell’assemblea, ma anche l’attualità cantonale non ha mancato di far discutere gli ecologisti.
A tener banco infatti è stato, in apertura di assemblea, il tema del salario minimo, con l'uscita dalla Commissione della Gestione del rapporto sottoscritto, oltre che da Verdi e socialisti, anche da Ppd e Lega, a quasi cinque anni dall’accettazione dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino!”.
 
La proposta uscita dalla Gestione prevede che si arrivi a una forchetta di salario minimo da 19,75 a 20,25 franchi l'ora, ma passando per due fasi intermedie: di 19-19,5 franchi dal 2021 e di 19,50-20 nel 2023. Per arrivare poi ai 19,75 a 20,25 franchi però si dovrebbe di nuovo passare dal Parlamento, ha spiegato in sala la già granconsigliera Michela Delcò Petralli, e vi sarebbe il rischio che la maggioranza decida di non adottare quello che la sinistra considera il "compromesso minimo”.
 
Dalla sala è stato anche chiesto che il rapporto della Gestione venga respinto del tutto. Ma, come sottolineato da diversi dei verdi presenti, come il già granconsigliere Francesco Maggi, il consigliere comunale di Bellinzona Ronnie David, e ben sintetizzato dalla neo consigliera nazionale Greta Gysin, "è un rospo che purtroppo dobbiamo ingoiare". Rigettare il rapporto vorrebbe dire non dare risposte concrete a chi oggi ha bisogno di questa misura, è stato sottolineato. Ma d'altro canto la proposta ora sul tavolo non è considerata sufficiente. 
 
L’assemblea dei Verdi ha dunque respinto, votando, l’ipotesi di schierarsi contro al rapporto della Commissione della gestione, ma ha pure votato a favore della proposta di “ancorare” da subito la terza forchetta di salario minimo (19,75-20,25) e di dare mandato al gruppo in Gran Consiglio di discuterne con gli altri gruppi in Commissione della Gestione (dove siede la granconsigliera verde Samantha Bourgoin). 
 
Ma come detto i Verdi si sono chinati anche sui risultati delle elezioni federali. Ronnie David ha esposto alcune delle cifre più significative del voto del 20 ottobre, con il raddoppio della rappresentanza rosso-verde e l'ingresso dei Verdi in Consiglio nazionale, e del 17 novembre, con l'elezione, per la prima volta nella storia, di una donna e di un'esponete dell’area rosso-verde, Marina Carobbio, in Consiglio degli Stati per il Ticino.
 
L'assemblea si è chinata pure su alcune nomine statutarie. Oltre a riconfermare il comitato cantonale, nel gruppo operativo dei Verdi del Ticino entrano la neo consigliera nazionale Gysin e Ronnie David (che era già stato co-coordinatore). I due si aggiungono dunque agli altri membri del gruppo operativo riconfermati: Samantha Bourgoin (co-coordinatrice), Matteo Buzzi (co-coordinatore), Giulia Petralli, Marco Noi e Fabiano Cavadini. 
A chiudere l'assemblea infine è stata Greta Gysin, che domani prenderà il treno per Berna accompagnata da una “delegazione” dei Verdi. "Non abbiamo vinto dicendo cose nuove, abbiamo vinto continuando a ribadire le quello che abbiamo sempre detto", ha osservato la deputata federale. Ma "ora inizia il lavoro", ha detto. "Se vincere è stato difficile, ottenere dei risultati concreti lo sarà ancora di più", ma "il mio obiettivo non è essere rieletta nel 2023, ma portare l’onda verde nel Parlamento federale". 
 
La consigliera nazionale ha anche voluto ringraziare i compagni di lista, sia quelli della lista "principale", che ha saputo "coniugare la sensibilità verde con quella sociale dei nostri alleati" (il Forum alternativo e il Pc), che le liste sottocongiunte, chiamando affianco a lei i candidati al nazionale presenti in sala: quello del Forum Alternativo Beppe Savary, i verdi Erika Franc e Fabiano Cavadini e i candidati dei Giovani Verdi Giulia Petralli, Ada Tognina e Kevin Simão Ograbek (e ringraziando quelli non presenti). 
 
Fra gli ospiti dell'assemblea, fra gli altri, si sono visti anche il capogruppo Ps in Gran Consiglio Ivo Durisch, il vicepresidente del Ps Fabrizio Sirica e il segretario di Unia Enrico Borelli. 
 
Al termine dell’assemblea la serata e proseguita con una parte più conviviale, per festeggiare il risultato elettorale.