I Verdi: "Sì a meccanismi di incentivo, no a nuove tasse per far cassetta"

I Verdi: "Sì a meccanismi di incentivo, no a nuove tasse per far cassetta"

Settembre 28, 2019 - 18:07
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Riceviamo e pubblichiamo. Comunicato stampa dei Verdi del Ticino.
 
I Verdi del Ticino rispediscono al mittente le accuse di voler introdurre nuove tasse per fare cassetta. I proventi delle tasse di incentivo per proteggere il clima sono infatti redistribuiti alla popolazione sottoforma di contributo alla cassa malati per premiare i virtuosi. La ridistribuzione e gli incentivi dovranno però considerare maggiormente le condizioni economiche dei cittadini e le zone periferiche.
 
I Verdi del Ticino constatano con sorpresa e piacere che finalmente le sorti della nostra terra e del suo clima sono entrate nell’agenda politica di quasi tutti i partiti. A parole tutti bravissimi, ma veniamo ai fatti: dopo un primo tentativo la legge sul CO2 proposta dal Consiglio Federale è stata affossata dal Consiglio Nazionale, adesso è tornata al vaglio del Consiglio degli Stati che l’ha addirittura rafforzata rispetto alle proposte del Governo. Anche i Verdi si erano opposti a suo tempo, in quanto ormai la legge era stata privata completamente dei suoi contenuti e scopi. Uno degli elementi centrali della legge è la tassa sul CO2, o meglio il meccanismo di disincentivo, come quello già oggi applicato sull’olio di riscaldamento, ma esteso anche ai carburanti.

A seguito della fortissima pressione da parte dell’elettorato e dei tantissimi giovani che continuano a scendere regolarmente in piazza, anche i partiti più insospettabili hanno deciso di sedersi al tavolo delle trattative in cui è stata ripescata anche la tassa sui voli. Da allora non si perde momento per accusarci di essere il nuovo partito delle tasse. Per sviare ogni dubbio e far chiarezza verso gli elettori vogliamo mettere in evidenza due punti di cruciale importanza spesso volutamente dimenticati:
- gli introiti della tassa sull’olio da riscaldamento non vanno nella cassa dello stato ma sono totalmente ridistribuiti: i 2/3 vanno alla popolazione (ca. 80.- all’anno per la cassa malati) e il 1/3 restante serve per il risanamento degli edifici (sussidi ai cittadini). Anche la futura tassa sui carburanti dovrà essere secondo i nostri intenti totalmente redistribuita alla popolazione.
- è importante che il meccanismo di disincentivazione consideri maggiormente anche le questioni sociali e le problematiche delle zone periferiche. Per permettere a tutti la transizione, va quindi proposta una redistribuzione differenziata che sia inversamente proporzionale al reddito (minore è il reddito e maggiore sarà la redistribuzione) e proporzionale alla distanza dai grossi agglomerati, quando queste zone periferiche non sono servite in modo adeguato dai trasporti pubblici. Anche a livello di incentivi (auto elettriche) bisognerà ragionare con delle proposte proporzionali al reddito.
Quindi, è fuorviante parlare di tassa sul CO2 per fare cassetta, sarebbe invece più corretto parlare di meccanismo di disincentivazione per ridurre l’uso di carburanti e combustibili fossili e con esso le emissioni di CO2 nocive peril clima. Non dimentichiamoci che chi è virtuoso ci guadagna: sul lungo termine la scelta ecologica viene stimolata e chi sceglie il cambiamento risparmia anche nelle zone periferiche e indipendentemente dalle sue condizioni economiche
 
Che il meccanismo di disincentivo funzioni in modo efficace lo dimostra la tassa sul CO2 sugli oli di riscaldamento, introdotta una decina di anni fa in Svizzera, e che ha permesso di ridurre in modo sostanziale le emissioni del CO2 nel settore degli immobili, stimolando da un lato l’efficienza energetica (nuovi infissi, isolazione, sostituzione dei riscaldamenti con termopompe, ...) fornendo nel contempo lavoro alle imprese locali, e di contenere d’altro canto i premi di cassa malati.
 
Ricordiamo che a sostenere questo meccanismo non sono solo i verdi. Infatti in una lettera aperta pubblicata nel gennaio scorso nel Wall Street Journal, 45 economisti americani, fra cui figurano due dozzine di premi Nobel dell’economia, hanno chiesto l’introduzione di una tassa sul CO2, quale mezzo più efficace per accelerare la lotta al riscaldamento climatico.
 
Il tempo degli indugi e delle discussioni è ormai finito. Bisogna passare all’azione, facciamolo subito e con coraggio, ma senza dimenticare le fasce più deboli della popolazione.