Ibrahimovic, bomber e immobiliarista

Ibrahimovic, bomber e immobiliarista

Gennaio 11, 2020 - 09:14
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Zlatan Ibrahimovic, inossidabile campione svedese e giramondo del pallone, è appena ritornato al Milan. Dopo l'esperienza ai Los Angeles Galaxy, quindi, Ibra torna a essere uno dei protagonisti del calcio europeo, alla faccia dei suoi 38 anni.

Ad interessare particolarmente questa rubrica - però - non sono tanto le imprese sul campo del più importante assistito della scuderia di Mino Raiola, quanto gli affari che Ibrahimovic costruisce fuori dal campo.

Secondo il Corriere della Sera, "il campione svedese ha case in tante parti del mondo, tra cui New York e Stoccolma, ma è a Milano ad aver effettuato vantaggiosi investimenti". Nella città lombarda, infatti, Ibrahimovic "possiede una prestigiosa dimora di 390 metri quadri con terrazzo di 90 metri, a due passi da Via Monte Napoleone".

A Milano, inoltre, vi è la sede di Ciroo, società di investimento della qule Ibrahimovic - secondo quanto riportato da Calcio e Finanza - è sia il principale azionista, detenendo una quota del 58%, sia l'amministratore unico. Gli altri soci sono tutti colleghi dell'attaccante del Milan: Marco Verratti, Salvatore Sirigu e Maxwell. Nel 2018, sempre secondo Calcio e Finanza, la Ciroo avrebbe chiuso i conti con un utile di 95mila euro.

Oltre ai gol, però, sembra che il talento di Ibrahimovic si esprima al meglio negli investimenti nel mattone, soprattutto quello milanese. Come riportato dal Corriere della Sera, infatti, "nel 2011 Ibra ha rilevato — in un bello stabile d’epoca (in zona Brera, ndr.) donato per finalità caritatevoli da una ricca famiglia all’Opera Pia Castiglioni (attiva nel sostegno agli anziani indigenti) — due appartamenti, pagandoli soli 450.000 euro complessivi". Si trattò di in affare non completamente pulito, che ebbe uno strascico giudiziario, dal quale Ibrahimovic, però uscì indenne. L'8 novembre 2016, il Corriere della Sera ben riassunse i fatti: "per fare beneficenza, che a norma di statuto è la ragione d’esistenza di questa onlus per gli anziani bisognosi, ne ha fatta eccome la Fondazione Opera Pia Castiglioni: solo che l’ha fatta a molto tempestivi calciatori del Milan come Ibrahimovic e a molto avveduti immobiliaristi pure orbitanti attorno al Milan, ai quali nel 2011-2012 ha venduto un intero palazzo nel centro di Milano a prezzi fuori mercato per difetto. Un affarone che, penalmente, ora finisce quasi in niente per tutti, all’insegna di un fortunato “chi ha avuto ha avuto chi, ha dato ha dato”: l’unica persona per la quale, ad avviso della Procura, c’è spazio per un non “scordiamoci il passato” è il presidente della Fondazione venditrice, Michele Franceschina, al quale il pm milanese Giovanni Polizzi contesta, nell’avviso di conclusione delle indagini, l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Franceschina, vendendo le case “a prezzi sensibilmente inferiori ai valori di mercato”, per il pm avrebbe infatti “procurato agli acquirenti un ingiusto vantaggio patrimoniale, e alla Fondazione un corrispondente danno, omettendo di inviare le delibere di vendita alla Regione”: la quale, competente a vigilare sul patrimonio immobiliare della Fondazione, se avvisata avrebbe potuto “verificare l’eventuale contrasto con lo statuto e inviare gli atti al pm per l’esercizio dell’annullamento delle delibere”.

Insomma, dietro al ritorno di Ibrahimovic al Milan non c'è solo la tanto declamata voglia di tornare a correre sul prato dello stadio Giuseppe Meazza, ma - forse - anche la necessità di seguire più da vicino i propri affari fuori dal calcio.

A scanso di equivoci, però, va sottolineato che l'investimento fuori dal calcio - per un calciatore - è positivo. Si tratta di una buona opportunità per far rendere importanti guadagni che, nel giro di pochi anni, cesseranno di essere generati. Il reddito di un giocatore di calcio, infatti, viene percepito fino ai 35 anni circa.

Quel di cui non si sente assolutamente il bisogno, però, è di coraggiosi "Robin Hood" al contrario.