Il bocconiano è più a sinistra dello scout. La Mirante si dà al talk show, i traditori galleggiano‏

Il bocconiano è più a sinistra dello scout. La Mirante si dà al talk show, i traditori galleggiano‏

Settembre 04, 2015 - 12:10
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D'Alema attacca Renzi e i suoi ex delfini. Nella società liquida l'importante è apparire.

Ieri pagina intera su "Il Corriere della Sera" per l'intervista a Massimo D'Alema. "Il baffetto di Gallipoli" critica Renzi per la gestione del Pd, Partito democratico, ma soprattutto i "traditori" Latorre e Orfini senza dimenticarsi di fare qualche frecciata al duo Velardi e Rondolino (che assieme a Gianni Cuperlo formavano il "cerchio magico" di D'Alema, quando quest'ultimo era inquilino di Palazzo Chigi, fra il 1998 e il 2000). Certo il "baffetto di Gallipoli" esprime delusione per i suoi ex delfini, dimenticandosi che proprio lui è responsabile di aver portato ai vertici della sinistra italiana personaggi come Velardi e Latorre, il primo che ha trasformato Palazzo Chigi in una merchant bank, consegnando l'allora più grande azienda di telecomunicazioni europea a un ragioniere (Colannino) e cantando le lodi "ai capitani coraggiosi e alla razza imprenditoriale padana" dei vari Gnutti&Co, che dopo aver spolpato Telecom Italia sono usciti di scena. Il secondo famoso per andare a "Porta a porta" con i pizzini dei futuri membri del Cda della Rai.
Il buon D'Alema poteva cogliere l'occasione dell'intervista al quotidiano di via Solferino, per fare un po' di autocritica, piuttosto che dichiararsi deluso del tradimento dei suoi pupilli. Latorre, Rondolino, Orfini e Velardi erano già quello che sono oggi che sono approdati alla corte di Renzi, anche quando erano dei dalemiani fedelissimi, ossia degli opportunisti senza né arte, né parte, pronti a tutto per apparire anche se si è il nulla politico.
 
 
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In Ticino sembrerebbe che ci sia qualcuno pronto ad emulare il buon Latorre, cambiare corrente politica in base a come tira il vento, cercare in tutti i modi di rincorrere il carro dei vincitori tanto per cercare di racimolare un lavoro e un surrogato di ruolo politico, così da potersi mostrare (e possibilmente farsi fotografare) ai party. Appaio, dunque esisto. Appaio, dunque posso pensare di essere importante. Latorre è diventato famoso per i pizzini, da noi basta una pizza per avere il proprio momento di (presunta) gloria. Evviva, l'apparire è tutto nella "società liquida" di Bauman. Ma forse più che società liquida, siamo ormai quasi al liquame, dove il vuoto pneumatico si erge e pretende importanza ed autorevolezza. 
Il problema è che con tutti i suoi grossolani errori politici e la sua arrogante superbia, a Massimo D'Alema va riconosciuto anche un'intelligenza e una cultura politica sopra la media. Ai suoi vassalli e cortigiani no. I vari D'Alema vengono messi da parte dai nuovi, nuovisti Imperatori, i vari Latorre galleggiano sempre nella società liquida o liquame che dir si voglia.
 
 
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Ieri sera ad "In Onda", trasmissione de La7, c'era come ospite Mario Monti, con Marco Travaglio e Ferruccio De Bortoli. Ad un certo punto, nel commentare il nuovo proclama di Renzi di fare un funerale alle tasse sulla casa, il bocconiano Monti se ne esce con la battuta che in Italia quando la sinistra è al Governo aumenta la tassazione sul lavoro e sui redditi e si abbassano le imposte sul patrimonio (come la casa), mentre quando c'è la destra al Governo si abbassano le tasse sul lavoro e aumentano le patrimoniali (tranne poi pentirsene). Interessante. E poi aggiunge che lui era più a sinistra di Renzi. Viene da dire che non ci vuole molto. Ma Monti non ha propriamente torto. Monti anche molto scenicamente fece una certa lotta all'evasione, mandando la Guardia di Finanza a Cortina D'Ampezzo, in Costa Smeralda, in Versilia, ecc. Renzi ha abolito dalla sua agenda politica la lotta all'evasione fiscale. Monti ha introdotto una piccola imposta patrimoniale (l'Imu), Renzi vuole abolirla, Monti era parsimonioso con i voli di Stato, Renzi vola con l'aero di Stato quanto Berlusconi.
Ormai lo scout/lupetto Renzi si è fatto superare a sinistra da Papa Francesco, dalla militante dell'Azione cattolica Rosy Bindi, da un vecchio democristiano come Sergio Mattarella. Ora anche dal bocconiano (con passato in Goldman Sachs) Mario Monti, riceve una lezione in diretta televisiva di come dovrebbe governare la sinistra. Manca il leghista Salvini con i suoi amici di Casa Pound e poi tutti si possono dire più a sinistra di Renzi.
 
 
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Domenica 6 settembre la sinistra si ritroverà in festa al Ceneri. Piuttosto che i comizi dei candidati, ci sarà una specie di talk show "condotto" da Amalia Mirante che porrà le domande ai candidati del Ps Ticino, dei comunisti, del Ps international, ecc. La Mirante passa dal ruolo di candidata al Consiglio di Stato a quello di presentatrice sulla falsa riga di Lilli Gruber (entrambe con i capelli rossi). Chissà se dopo aver sorpreso tutti per il risultato delle cantonali, ora non riesca a fare il bis, lasciando tutti a bocca aperta per le sue doti di conduttrice di talk. Magari si aprono interessanti prospettive nel mondo della tv per la Mirante. C'è chi si concentra nella blogosfera, chi sui social media, mentre magari la Mirante potrebbe essere la prima politica ticinese che da intervistata passa a intervistare in tv.