Il Caffè: “Se fossi presidente del Plrt cosa farei…”. Chi di loro succederà a Caprara?

Il Caffè: “Se fossi presidente del Plrt cosa farei…”. Chi di loro succederà a Caprara?

Agosto 23, 2020 - 15:08
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Presidenza Plrt: il Caffè in un articolo odierno chiede a cinque esponenti liberali-radicali cosa dovrebbe fare “l’ex partitone” per risollevarsi dalla crisi in cui versa.

Il Caffè nella sua edizione odierna dedica un articolo alla futura presidenza cantonale del Plrt, che deve trovare un successore a Bixio Caprara.

Nell’articolo di Clemente Mazzetta, "Se fossi presidente Plrt ecco che cosa cambierei”, vengono interpellate cinque esponenti del Plr: Gerardo Rigozzi, Matteo Quadranti, Alessandro Speziali, Giovanna Viscardi e Moreno Colombo.

Ad esordire è Gerardo Rigozzi, intellettuale dell’area liberale di destra del Plrt (anche se il Caffè lo definisce “d’area liberal-radicale”, facendo finta di non sapere che Rigozzi è un esponente dell’ala liberale tanto quanto Andrea Ghiringhelli è un intellettuale esponente di quella radicale). Rigozzi ricorda di quando, dopo la presidenza di Walter Gianora, si era proposto per la presidenza. “Andò che neanche mi risposero”, dice Rigozzi (d’altra parte anche al radicale Franco Lazzarotto non risposero quando era interessato a candidarsi al Consiglio di Stato). Oggi per Rigozzi, dice, “è tardi. Ho 69 anni. Non ho più l’età”.

Storia differente per Matteo Quadranti, leader della “riserva indiana” radicale nel Plrt. Per Quadranti oggi al Plrt “serve un’analisi seria su chi siamo e dove vogliamo andare” e, aggiunge, va fatto “anche a costo di perdere qualche pezzo”.

La granconsigliera ed ex presidente della sezione Plr di Lugano, Giovanna Viscardi, si concentra sull’aspetto comunicativo. Il Plrt, dice al Caffè, “dovrebbe essere tramite fra cittadino e istituzioni senza troppe complicazioni. Senza difficoltà. Il cittadino deve capire di che cosa si sta parlando”. Cosa che invece è mancata. Il Plrt “si è perso nelle schermaglie con gli altri partiti, perdendo di vista la sua vera funzione”, dice Viscardi. “Ha come costruito un muro fra sè e la gente”.

Alessandro Speziali, granconsigliere, valley manager, esponente del Plr Sopracenerino (associato spesso all’area radicale), ma il teorico fin da anni non sospetti della fusione fra Plr e Ppd ed esponente di orientamento liberal-conservatore, è il (o uno dei) probabili successori di Caprara. Per tessere alleanze, guarda più al Ps, alla Lega o verso il Ppd, gli chiede Il Caffè? "In verità, osservando i socialisti troppo spostati a sinistra e il Ppd che ha una vena sindacalista maggioritaria, mi vedo un po’ orfano di alleati”, risponde. A dire il vero a noi risulta che le cinque cariche più importanti del Ppd ticinese (come di qualsiasi altro partito), ovvero il consigliere di Stato, i consiglieri nazionali, il presidente, e il capogruppo in Gran Consiglio, siano rispettivamente ricoperte da Raffaele De Rosa, Fabio Regazzi e Marco Romano, Fiorenzo Dadò e Maurizio Agustoni. Nessuno di essi viene dall’Ocst. La “vena sindacalista maggioritaria” nel Ppd non vediamo proprio dove stia.

L’ex sindaco di Chiasso Moreno Colombo, giovane “rampante” del Plr negli anni ’90, era entrato in Gran Consiglio con il sostegno dell’area radicale, profilandosi sui temi sociali, come ad esempio quello degli handicap. A Chiasso invece si è fatto strada beneficiando del sostegno della destra ed è dunque una “banderuola” che ben sa “muoversi” nello scacchiere politico. Colombo è abbastanza drastico in una sua risposta al Caffè. "Ho una sola soluzione”, dice. “Per cambiare bisogna far tabula rasa dell’attuale dirigenza. Inutile che resti in direzione chi ha detto sì all’alleanza con il Ppd senza uno straccio di programma". Poi esprime un sostegno a Natalia Ferrara (ex Micocci), che, dice Colombo, è l’unica (donna, ndr) che ha delle chances”. “Anche se è un po’ divisiva”, aggiunge. Per un’altra donna, la capogruppo Plr a Lugano Karin Valenzano, “anche (nel senso che ha chances, ndr), ma fa parte della vecchia dirigenza” che poco prima Colombo ha bastonato.