Il Caffè. Cassis o Rytz? Tutti e due. Stojanovic propone (un'improbabile) job-sharing in Consiglio federale

Il Caffè. Cassis o Rytz? Tutti e due. Stojanovic propone (un'improbabile) job-sharing in Consiglio federale

Novembre 24, 2019 - 16:30
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Esiste una soluzione per salvare "capra e cavoli", ovvero eleggere sia Ignazio Cassis che Regula Rytz in Consiglio federale? La proposta del politologo Nenad Stojanovic su "Il Caffè" di oggi.

Privilegiare la tutela dell'unico seggio occupato da un esponente della Svizzera Italiana in Consiglio federale, oppure fare spazio per i Verdi, che, stando ai numeri delle ultime elezioni federali, hanno diritto a un seggio in Governo? Con il suo con il 15,1% alle ultime federali il Plr oggi ha due seggi in Consiglio federale, il Ppd, con l’11,4% ne ha uno, mentre i Verdi, con il 14,3% per ora sono a zero e puntano, il prossimo 11 dicembre, con la presidente nazionale Regula Rytz, a fare il loro ingresso in Consiglio federale. Il seggio che dovrebbe "saltare" come noto è quello del ticinese Ignazio Cassis, il secondo seggio del Plr in Consiglio federale. Ad ora, con Udc, Plr e Ppd che si sono schierati a favore dello "status quo", risulta piuttosto improbabile che effettivamente il prossimo 11 dicembre avremo un consigliere federale verde. D'altra parte i casi in cui un consigliere federale in carica non è stato rieletto si contano sulle dita di una mano. 

 
Ma forse si potrebbe salvare "capra e cavoli"? Ne è convinto il politologo dell'Università di Ginevra Nenad Stojanovic (già grancosingliere ticinese del partito socialista), che oggi, sulle pagine del domenicale "Il Caffè" propone una creativa, anche se abbastanza improbabile, "quadratura del cerchio". 
 
La soluzione di Stojanovic per garantire in Consiglio federale un posto sia Cassis che a Rytz è il "job-sharing".
 
"Il problema sta nel numero dei consiglieri federali. È praticamente impossibile soddisfare tutti i criteri (partito, lingua, regione, sesso) se il numero rimane sette", spiega il politologo. "Non a caso, negli scorsi anni il Parlamento ha dovuto pronunciarsi diverse volte sull’idea di aumentare il numero dei consiglieri federali a nove, ma non è mai stato possibile trovare una maggioranza favorevole".
 
Ma secondo Stojanovic sarebbe possibile rieleggere Cassis e eleggere Rytz allo stesso tempo. "La parola magica è "job-sharing". Cassis e Rytz diventano consiglieri federali a metà tempo", sostiene il politologo. "Qualche precedente esiste. In diversi cantoni i membri dell’esecutivo lavorano a tempo parziale (Appenzello interno, Uri, Nidvaldo). Nell’esecutivo della città di Soletta alcuni membri sono a tempo pieno, altri a tempo parziale. Era questa la situazione, fino al 2013, anche nell’esecutivo della città di Bienne: c’erano 4 membri a tempo pieno e 4 a tempo parziale". 
 
Riguardo al numero dei consiglieri federali, che la Costituzione indica che devono essere 7, "con un po’ di creatività è possibile interpretare il relativo articolo costituzionale affermando che si tratta di 7 membri a tempo pieno, quindi in totale un’occupazione al 700%. Con la soluzione che propongo il livello di occupazione rimarrebbe lo stesso", spiega Stojanovic. "Il Parlamento è sovrano nelle decisioni che prende e non vi è alcuna sanzione giuridica se non rispetta alla lettera le disposizioni costituzionali. Esempio?", scrive Stojanovic. "L’applicazione solo parziale dell’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi e la non-applicazione dell’articolo contro l’immigrazione di massa. Entrambi sono stati accettati dalla maggioranza del Popolo e dei Cantoni, nel 1994 e nel 2014 rispettivamente. Questo è possibile perché la Costituzione (art. 189 al. 4) afferma che "gli atti dell’Assemblea federale (quindi anche le elezioni del Consigio federale, n.d.a.)… non possono essere impugnati presso il Tribunale federale"."
 
E come fare per il valore del voto dei due consiglieri federali "part-time"?  "Avrebbero diritto a un mezzo voto oppure a un voto intero?", si chiede il politologo. "Di principio, la prima soluzione non mi disturba. Sei cantoni su 26 hanno solo un mezzo voto nelle votazioni popolari che richiedono la maggioranza dei cantoni, e solo un voto nel Consiglio degli Stati (mentre i rimanenti 20 ne hanno due ciascuno). Non sarebbe quindi una rivoluzione nel sistema svizzero. Ma sarebbe forse poco elegante avere questa regola in seno all’esecutivo federale, perché potrebbe intaccare l’autostima e la dignità dei "mezzi" consiglieri federali rispetto ai loro colleghi. Perciò propongo che i due consiglieri federali al 50% abbiano un voto intero", scrive.