Il Caffè. Demolizione Macello: presenti solo i “vice”

Il Caffè. Demolizione Macello: presenti solo i “vice”

Giugno 20, 2021 - 16:33
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I comandanti della polizia cantonale non sarebbero stati presenti sul campo quando si è demolito l’ex Macello, riferisce il Caffè. E il “gruppo di picchetto rinforzato” disposto in vista della manifestazione non sarebbe mai stato coinvolto e informato…

Niente comandanti in occasione della demolizione dell’ex Macello a Lugano, ma i loro vice. Nell’odierna edizione del Caffè vengono riportati ulteriori dettagli dei fatti della sera e della notte dello scorso 29 maggio a Lugano. Stando a quanto riporta il domenicale quel giorno non erano “sul campo” i comandanti della polizia cantonale e della polizia comunale di Lugano, vale a dire Matteo Cocchi e Roberto Torrente, ma solo i loro vice: Lorenzo Hutter e Franco Macchi. Un’assenza, quella dei comandanti, che il Caffè giudica “strana. Forse più di altre”.  “La cosa sta destando alcuni interrogativi fra i tanti nelle polemiche per l’abbattimento dell’ex Macello, ufficialmente avvenuto all’insaputa del potere politico della Città di Lugano e di quello cantonale, il Consiglio di Stato”, scrive il domenicale. “Addirittura anche il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, dal quale dipende la polizia, ha detto di non aver mai autorizzato la distruzione dello stabile”. Oltre alle ricostruzioni giornalistiche (complicate dal parziale “silenzio stampa” delle persone coinvolte) come noto anche la Magistratura sta indagando su quanto accaduto quel giorno. Le ipotesi di reato, per ora contro ignoti, sono di violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell'arte edilizia e infrazione alla Legge federale sulla protezione dell'ambiente (mentre dovrebbero essere ancora in corso gli approfondimenti per un’eventuale estensione del procedimento penale anche per abuso di autorità, come comunicato dalla Procura ad inizio giugno). Sul fronte delle indagini il Caffè riferisce che martedì 22 giugno saranno interrogati, separatamente e contemporaneamente (dunque da 7 magistrati, per evitare contatti fra di loro), tutti i municipali di Lugano quali “persone informate sui fatti”.

Inoltre, riferisce il Caffè, sempre nella serata del 29 maggio, il “gruppo di picchetto rafforzato”, composto da magistrati e agenti della pizia giudiziaria, che si era preparato alle varie eventualità in vista della manifestazione dei molinari,  “né durante la manifestazione né immediatamente dopo, né quando si è deciso di abbattere il tetto e distruggere tutto l’ex Macello è stato mai coinvolto. Informato”.