Il Caffè: la nuova galleria fra "Città Ticino" e campanilismi

Il Caffè: la nuova galleria fra "Città Ticino" e campanilismi

Settembre 06, 2020 - 16:00
Posted in:

Il Caffè interpella l’architetto Mario Botta, l’economista Christian Marazzi e il filosofo Fabio Merlini per commentare le prospettive che si aprono con il nuovo tunnel di base del Ceneri…

Con l’inaugurazione della galleria di base del Ceneri, che ridurrà i tempi di percorrenza fra i principali poli del ticino, molto si è parlato delle opportunità di rendere più vicini Sopra e Sottoceneri, i centri urbani ticinesi e della Città Ticino. Anche il Caffè nella sua edizione odierna parla del tema. In un articolo di Mauro Spingesi ed Andrea Stern vengono interpellati l’architetto Mario Botta, l’economista Christian Marazzi e il filosofo Fabio Merlini. La riduzione dei tempi di percorrenza avrà un influsso positivo sul concetto di Città Ticino e aiuterà a ridurre i campanilismi? 2È sicuramente positiva la prospettiva di un’emancipazione dai campanilismi in virtù di questa velocizzazione degli spostamenti. C’è da augurarselo”, dichiara al Caffè Marazzi. “È però difficile costruire degli scenari lineari basandosi solo sulla mobilità. Se si vogliono superare i localismi occorre garantire certi presupposti, a partire da un’equità sociale ed economica che abbatta le barriere senza erigerne di nuove".

Sul concetto di “Città Ticino”, dice Botta, “‘l Ticino è un’insenatura delle Prealpi che si estende a nord a partire dall’area metropolitana di Milano. Questa è una realtà non solo geografica ma anche urbanistica, economica e culturale. È improprio parlare della Città Ticino: esiste l’area geografica del Cantone, ma la vera città non può ridursi a un accumulo di case, capannoni e tessuti storici che non hanno goduto di una crescita organica. La città è soprattutto una storia e una memoria. Mi risuona equivoco e ingenuo contrabbandare una vallata come se fosse città. Il Ticino è certamente un territorio geografico, politico e culturale con una propria lingua e una propria identità. D’accordo. Ma questo non basta per indicarlo come città”.

Sul superamento del campanilismo, spiega Marazzi in un altro passaggio, “più rapidità di spostamento non significa per forza meno localismo. A livello planetario mi sembra che in questi ultimi anni abbiamo vissuto esattamente l’opposto. Non è mai stato così facile spostarsi fisicamente e virtualmente. Eppure si è diffuso un po’ ovunque il sovranismo, che è una forma di localismo”.

Fabio Merlini evidenzia che “non è tutto semplice e lineare, è molto più complesso di quanto si pensi anche perché sappiamo quanto siano state e quanto siano ancora importanti le identità locali nella nostra già piccola ma variegata realtà. Serviranno anni, non basta un tunnel a far cadere pregiudizi e incrostazioni storiche”.