Il Caffè: Magistratura, ci sono altri messaggi

Il Caffè: Magistratura, ci sono altri messaggi

Ottobre 04, 2020 - 14:27
Posted in:

Il Caffè si occupa della polemica interna alla Magistratura e riferisce di altri messaggi fra Ermani e Pagani. 

Non uno ma tre messaggi telefonici, che sarebbero stati inviati dal presidente del Tribunale penale Mauro Ermani al procuratore generale Andrea Pagani. Non smette di tenere banco in Ticino la polemica sulla “bocciatura” da parte del Consiglio della Magistratura di cinque procuratori in vista del rinnovo delle cariche, con il suo “correlato” di sms finiti sui giornali (un po’ come accaduto al “famoso” sms del presidente dell’EOC). Probabilmente indice del fatto che, anche per quanto riguarda la magistratura, il clima è tutt’altro che sereno.

Ieri Tio aveva riferito di un primo messaggio di Ermani all’indirizzo di Pagani, che faceva riferimento a una collaboratrice del tribunale esaminata per un posto in procura: “X Y pare sia andata bene. Se lascia il Tribunale penale trattamela bene. Se no ricomincio a parlare male di voi”, sarebbe stato il testo del messaggio.

Oggi il Caffè riferisce di altri messaggi avvenuti fra i due e ospita pure le dichiarazioni dello stesso Ermani. Riguardo al primo messaggio, “In realtà”, dice Ermani al Caffè, “io ho scritto ‘se me la rubi trattamela bene’. Vede, il tono è scherzoso”.

Per quanto riguarda gli altri messaggi, scrive il Caffè, “parrebbe ci fosse una sorta di consuetudine fra loro. Uno scambio di messaggi quasi settimanale. Lo dicono in tanti. E fra i tanti, il Caffè lo ha appurato, c’è chi riferisce che quei WhatsApp erano definiti nei corridoi di Palazzo... "i WhatsApp del venerdì sera”.”, si legge.

"Dopo che Pagani mi aveva chiesto di non esprimere giudizi in aula, affidavo i miei rilevi ai messaggi”, dichiara Emani al Caffè. In un altro di questi messaggi di cui ha riferito ieri la Regione, si forniva un giudizio su tre procuratrici. “Tre nomi di donne, tre procuratrici. E accanto ad ognuna un giudizio. Un aggettivo per la precisione. Per una "preoccupante". Per un’altra "male". Per la terza "pessima". C’è chi dice che quei giudizi erano preceduti da una frase ancora più dura, una vera e propria richiesta. I "desiderata" di Ermani”, scrive il Caffè. “Questo messaggio, con questi tre giudizi, non lo ricordo. È però possibile che abbia espresso delle valutazioni non tanto sulle persone quanto su alcune inchieste”, dichiara a tal proposito Ermani a Caffè.

Vi è poi un terzo messaggio, fra gli “scambi settimanali” citati da Il Caffè. “Non ci sarebbero indicati nomi”, scrive il Caffè. “Si parla però di un processo in corso o appena terminato. Per chi sa - il procuratore Pagani certamente - il riferimento al nome o ai nomi dei procuratori interessati a quell’incartamento... è chiaro. Stando al messaggino di Ermani l’inchiesta non sarebbe stata condotta nei modi opportuni”.

In giornata è giunta anche una replica dello stesso procuratore generale agli articoli apparsi sul Caffè: “Alla luce di quanto pubblicato sull'edizione odierna del domenicale "Il Caffè", il Procuratore generale Andrea Pagani precisa quanto segue.

I due ulteriori messaggi da parte del presidente del Tribunale penale cantonale a cui si fa riferimento (risalenti alla fine di luglio) non sono stati né suscitati né richiesti dal Procuratore generale, che ha ritenuto di non dover intervenire poiché contenenti delle considerazioni asseritamente trasmesse proprio al Consiglio della Magistratura nel contesto della procedura in corso per il rinnovo delle cariche di Procuratore pubblico”.