Il Caffè. Scuola a distanza, uno scenario remoto

Il Caffè. Scuola a distanza, uno scenario remoto

Ottobre 25, 2020 - 16:38
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Intervistato sul Caffè, il capo del Decs Manuele Bertoli parla degli scenari riguardanti il covid in relazione alla scuola. 

Mentre nelle ultime settimane si assiste ad un aumento dei casi di contagio di coronavirus, aleggia lo spettro di un nuovo lockdown. La scorsa primavera la chiusura riguardò anche le scuole e milioni di studenti nel mondo rimasero a casa. Oggi il Caffè pubblica un’intervista al direttore del Dipartimento educazione cultura e sport (DECS) Manuele Bertoli, che intervistato da Lillo Alaimo espone alcuni scenari riguardanti la scuola in Ticino in relazione a questa “seconda ondata”.

Il direttore del Decs ritiene difficile che si possa tornare di nuovo a una scuola a distanza, senza la presenza degli allievi nelle classi.

Bertoli fornisce innanzitutto alcuni dati relativi alla situazione attuale. Per ora “nelle scuole i numeri dei contagi sono bassi e dai dati che abbiamo, praticamente tutti provenienti dall’esterno”, dice Bertoli. In merito alle quarantene “per le scuole cantonali (dalla scuola media in su) le quarantene  ad oggi, venerdì 23, hanno coinvolto 12 classi su 1.766 (meno del 0.7%) e per ogni classe sono andati in quarantena per 10 giorni 20-23 allievi sani a fronte di 2 positivi. Gli allievi positivi in quasi due mesi sono stati meno del 0.1% degli allievi complessivi e nessuno di loro è stato ospedalizzato”. Sull’opportunità di introdurre l’obbligo di mascherina a scuola, dice Bertoli, non è stato un’errore non introdurlo. “Non mi pare, visto che i contagi finora sono arrivati a scuola dall’esterno, come ci hanno segnalato le indagini ambientali sui casi positivi”. Tuttavia l’obbligo di mascherina non viene escluso a priori per il futuro.

In merito all’introduzione dello scenario 2 - scuola a distanza e in presenza, dice Bertoli, “lo abbiamo predisposto proprio per essere pronti a usarlo se necessario. Ma finché si potrà dobbiamo rimanere allo scenario 1”.

Lo scenario 2 per settimane o mesi sarebbe difficilmente sopportabile per una parte degli allievi, che non possono essere seguiti adeguatamente a casa e arrischiano di vedere compromesso quest’anno scolastico, Sarebbe problematico per i docenti e sarebbe altamente problematico per molte famiglie”. Mentre “lo scenario 2 per settimane o mesi sarebbe difficilmente sopportabile per una parte degli allievi, che non possono essere seguiti adeguatamente a casa e arrischiano di vedere compromesso quest’anno scolastico, Sarebbe problematico per i docenti e sarebbe altamente problematico per molte famiglie”.

La scorsa primavera “quando lo si adottò molte attività erano ancora ferme e non pochi genitori erano a casa”.  Ora “a meno di un lockdown, non sarà così e un accudimento su vasta scala non potrà essere organizzato”.