Il Caffè. Zone 30: sono tante. Forse troppe?

Il Caffè. Zone 30: sono tante. Forse troppe?

Febbraio 16, 2020 - 03:41
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Zone 30: nelle zone residenziali la misura sembra ottenere l'appoggio della maggioranza. Tuttavia alcuni osservano che in alcuni casi si rischia di compromettere la viabilità. Oggi il Caffè ne parla in un articolo.

Negli ultimi anni nel nostro Cantone, e in tutta la Svizzera, le zone a limite di velocità di 30 chilometri orari sono spuntate "come funghi". 
 
Dopo casi di Balerna, dove il Cantone ha detto no a alla zona 30 su Via San Gottardo (la principale arteria che attraversa il Comune), e quello di Arbedo-Castione, dove invece  è stato respinto dal Consiglio di Stato un ricorso contro l’introduzione di una grande area a traffico limitato, "Il Caffè" nella sua edizione odierna tratta dell'argomento.
 
Attualmente sul territorio cantonale sono state censite 149 zone 30, la cui implementazione è regolata da ordinanze federali, mentre l’applicazione a livello cantonale è di competenza dell’Area del supporto e del coordinamento della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio o del Municipio, se quest’ultimo beneficia della delega dipartimentale in materia di segnaletica stradale, spiega il domenicale in un articolo di Mauro Spignesi.
 
"L’ordinanza sulle zone 30 - come ha spiegato l’Ufficio della segnaletica stradale e degli impianti pubblicitari - prevede che venga allestita una perizia e, al più tardi dopo un anno, occorre verificare l’efficacia delle misure attuate", si legge sul Caffè. "Se gli obiettivi non sono stati raggiunti vanno adottate misure supplementari. Spesso l’istituzione di una zona a traffico moderato comporta la realizzazione di opere di moderazione del traffico (come dossi, parcheggi alternati, restringimenti con paletti o fioriere), la cui autorizzazione soggiace alla procedura prevista dalla Legge sulle strade".
 
 
Le zone 30 sono accolte positivamente dall'Ata, associazione traffico e ambiente. Bruno Storni, presidente dell'Ata, spiega al Caffè che le zone 30 "sono importanti innanzitutto per la qualità della vita. Perché oltre a limitare il traffico sottraggono inquinamento e rumori. E anche per questo, dopo un primo periodo in cui venivano viste come un fastidioso divieto per gli automobilisti, ora vengono promosse in molti Comuni. Un dato positivo, significa che abbiamo superato un gap culturale".
 
Ma non tutti sono convinti che l'istituzione di zone 30 sia opportuno ovunque. Per Mauro Balestra, ingegnere, perito legale ed esperto di infortunistica stradale, come spiega al Caffè, "il principio secondo cui le zone con traffico limitato a 30 all’ora vengono inserite nei tratti che attraversano quartieri densamente popolati o in zone particolarmente sensibili, come quelle dove ci sono scuole o asili, in linea generale è giusto". Tuttavia, dichiara Balestra, "c’è una proliferazione di divieti. Bisogna trovare un equilibrio, perché il principio della viabilità è quello che muove l’economia e la socialità. I trasporti e i collegamenti stradali sono un diritto necessario, indispensabile per poter lavorare, studiare, avere rapporti durante il tempo libero. Il nodo di fondo è che in Ticino, a livello generale, non si programma a lungo termine ma si va a mettere rattoppi".