Il calore umano delle città sarà più forte del virus?

Il calore umano delle città sarà più forte del virus?

Giugno 17, 2020 - 15:50

Sembra passata una vita (e forse lo è in termini dei cambiamenti di priorità che abbiamo conosciuto), ma era solo lo scorso inizio febbraio quando al Palazzo dei congressi di Lugano era ospite Carlo Ratti, architetto, professore del MIT di Boston.

Il Corriere della Sera lo ha recentemente intervistato, interrogandolo su come cambierà il suo campo in seguito al coronavirus. Ratti è convinto che le Città e il contatto umano comunque non spariranno. “Le nostre città hanno vissuto epidemie violentissime. Venezia nel ’300 perde il 60 per cento della sua popolazione per la peste”, spiega. “Pensiamo alla Laguna che disegna Luchino Visconti in Morte a Venezia afflitta dal colera. Eppure abbiamo sempre continuato ad amare i suoi canali, i campi , le calli, i teatri. Dopo l’epidemia di Spagnola sono arrivati gli anni Venti, il Grande Gatsby e una vita urbana sofisticatissima”. Ci sarà certo qualche cambiamento nel breve termine, ma “nel lungo periodo continueremo a cercare il calore umano nelle città e continueremo a vivere l’uno accanto all’altro. Le città nascono 10 mila anni fa, un sistema bellissimo per coordinare le persone, ma anche un sistema molto fragile per proteggerle dalle malattie”, spiega Ratti. Per alcuni accorgimenti giunge invece in aiuto la tecnologia. “Stiamo progettando un caffè nel centro di Londra di cui non posso dire granché”, spiega Ratti. “Abbiamo applicato un sistema agli ultravioletti perché sia tutto automaticamente disinfettato”.

Vedremo se e quanto la Città, i contatti umani, il nostro modo di pensare l’interazione fra gli uomini cambieranno o meno.

Nel frattempo, ecco cosa ci diceva Ratti lo scorso febbraio.

11 febbraio

 

Dai "non-luoghi" definiti dall'antropologo francese Mark Augé, le città potrebbero riempirsi di "multi-luoghi", ovvero spazi dedicati a più funzioni, a seconda dell'orario? 
 
Lo scorso giovedì al Palacongressi di Lugano era ospite del "Congresso Immobiliare" l'architetto italiano, professore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, Carlo Ratti. 
 
Nel suo intervento Ratti ha spiegato alcune delle possibilità che offrono le nuove tecnologie per le Città del futuro, in particolare nei settori della mobilità, degli spazi di lavoro e dell'esperienza urbana. Si va dal traffico gestito tramite la guida autonoma, dove i semafori scompaiono e le auto si incrociano senza scontrarsi grazie ai loro sensori. Grazie ai dati e alle automobili a giuda autonoma sarà possibile secondo Ratti ridurre il traffico e rendere disponibili ai pedoni, a seconda dell'orario e in maniera fluida, nuovi spazi. 
 
Non è mancato anche, durante l'intervento di Ratti, qualche accenno a Lugano e alla "vision" per il Lungolago. 
 
Su questi temi lo abbiamo intervistato.