Il contact tracing "fa acqua"? Fuori controllo...

Il contact tracing "fa acqua"? Fuori controllo...

Dicembre 09, 2020 - 18:50
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In Ticino il contact tracing sembra avere ancora qualche disfunzione. Fuori controllo a geometria variabile...

Il contact tracing (tracciamento dei contatti) è stata di fatto la prima misura messa in campo per fronteggiare la diffusione di covid. In Ticino pare però di capire capire che la macchina sia ancora lungi dall’essere rodata, nonostante le rassicurazioni degli scorsi mesi, e si lamentano ritardi nella comunicazione con i cittadini che risultano positivi al tampone. Margherita Sulmoni, esponente del Plr luganese, ha raccontato in questo articolo la sua personale esperienza, che ha visto fra altre cose un ritardo di 8 giorni fra positività del tampone e comunicazione ai contatti delle quarantene, nessuna richiesta di informazione sui luoghi frequentati e un problema alla piattaforma informatica.

Sempre ieri il funzionamento (o il disfunzionamento) del contact tracing è stato poi oggetto di un’interpellanza in Gran Consiglio (primo firmatario il socialista Henrik Bang), che chiede lumi sul funzionamento di tale servizio e che solleva le stesse problematiche (vedi qui). Si attendono ora le risposte del Consiglio di Stato e vedremo cosa dirà.  Però capire se la prima “linea di difesa” contro il virus, dopo la responsabilità personale ecc., ovvero evitare che persone contagiate ne contagino altre, “faccia acqua” o meno ci pare importante. Come mai nessuno dei vari Garzoni, Denti, Cerny, ecc., e in generale tutti quelli che chiedono maggiori restrizioni per fermare i contagi, non si chinano anche sul funzionamento del contact tracing? Previene più contagi chiudere i bar e ristoranti (o qualsiasi altra misura di privazione della libertà) o aver un contact tracing che funziona? Difficile da dirsi. Anche perché uno degli elementi segnalati è che il contact tracing non chiederebbe informazioni sui luoghi frequentati dal positivo al tampone. Ma dunque come facciamo a sapere se ci sono più contagi nei ristoranti, nei cinema, a scuola, sui mezzi pubblici, sul posto di lavoro? Non sarebbe il caso di avere qualche informazione in più, oppure si propongono le misure “a spanne”, in base a quale categoria rompe meno le scatole e ha meno potere di “lobbing” per far valere le proprie ragioni?

 

 

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Germania fuori controllo, Giappone pure. Qualche tempo fa la Svezia era fuori controllo, ora pare non più. Invece gli Stati Uniti sì. Sui media italiani, ma anche ticinesi, piovono più o meno dall’inizio della pandemia i titoli della rubrica “guardate, anche gli altri hanno fatto casini!”. Ovviamente il criterio per cui la situazione è fuori controllo è variabile. Ogni tanto il numero di contagi (giornalieri o totali, a seconda di quale supera una determinata soglia con una bella “cifra tonda”), ogni tanto il numero di morti, ogni tanto i posti letto. E ogni tanto ci scappa pure la “bufala” (come quella che in Svizzera non vi sarebbero stati più posti in cure intense, riportata qualche settimana fa da tutti i media italiani, compresi i “paladini” dell’anti-fake-news come il Corriere della Sera, che si prodiga per far chiudere pagine Facebook "dissidenti").

Fatto sta che poca attenzione viene data, ad esempio quando si riporta oggi del Giappone che stabilisce il nuovo record di contagi giornalieri, 2’810, il fatto che il Paese del Sol Levante ha 126 milioni di abitanti. Dunque sono poco più di 2 contagi ogni 100’000 abitanti. In Ticino oggi siamo con 272 nuovi casi quasi a 80 per 100’000 abitanti, in Svizzera con 5'086 nuovi casi a circa 60 ogni 100’000, in Italia con 14’837 nuoviasi ca circa 24 su 100’000 ecc. E poi i contagi voglio dire poco, dipendono dal numero tamponi, e soprattutto è un problema se uno va in ospedale o muore, non se risulta positivo a un tampone (magari è assiomatico). Andando a vedere i morti totali registrati la questione (prendendo per buoni i dati ufficiali) è ancora più evidente. In Svizzera siamo (circa) a 70 morti ogni 100’000 abitanti, in Italia circa a 90 morti ogni 100’000, in Ticino circa 170 morti ogni 100’000 abitanti. In Germania attorno a 20. Il Giappone? Non arriva a 2 morti per 100’000… Sarà che il Giappone attualmente è fuori controllo, ma allora noi abbiamo già superato l'Apocalisse...