Il coronavirus è un’emergenza sanitaria, ma anche economica. E se il Governo ammettesse qualche errore iniziale, guadagnerebbe in autorevolezza

Il coronavirus è un’emergenza sanitaria, ma anche economica. E se il Governo ammettesse qualche errore iniziale, guadagnerebbe in autorevolezza

Marzo 19, 2020 - 22:08
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Oggi il consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa ha chiaramente detto che non è vero che in Svizzera non si fanno abbastanza "tamponi". Ora l'emergenza è prima di tutto sanitaria, ma anche dal punto di vista economico dobbiamo aspettarci tempi durissimi. Il Consiglio di Stato finora ha gestito bene la crisi, tranne un forse un "inciampo" iniziale...

Il coronavirus è un’emergenza sanitaria, ma anche economica. E se il Governo ammettesse qualche errore iniziale, guadagnerebbe in autorevolezza
 
 
Mentre in Ticino alcuni sui social, o addirittura con articoli su alcuni siti di informazione, continuano a criticare (per non dire denigrare) sia il Governo cantonale, che quello federale, a Bellinzona c'è stata la conferenza stampa congiunta fra il consigliere federale Alain Berset, capo del Dipartimento federale dell'Interno, e con Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato.
 
Alain Berset con toni decisi ha detto che il Ticino ha fatto da pioniere nelle misure restrittive applicate all'economia e alla popolazione, che ormai sono state estese a tutto il territorio nazionale. 
 
Il consigliere federale friborghese ha anche voluto sottolineare che è una fake news il fatto che in Svizzera non si facciano abbastanza test del tampone per verificare i contagi del coronavirus. In modo determinato Berset ha detto che la Svizzera è il secondo Paese al mondo, dopo la Corea del Sud, per numero di tamponi eseguiti rispetto al numero di abitanti, e che dunque non è assolutamente vero che da noi non si facciano sufficienti test!
 
 
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Quasi in contemporanea alla conferenza stampa di Bellinzona a Berna c'era un'altra conferenza stampa sul coronavirus, quella della Confederazione. Daniel Koch, capo della Divisione malattie trasmissibili dell'Ufficio federale della sanità pubblica, comunicava intanto che da adesso in avanti i tamponi per i test del coronavirus saranno dati solo al personale ospedaliero, proprio perché iniziano a scarseggiare, dopo aver fatto più di 7'000 test solo martedì, con una media quotidiana di 2'000. Daniel Koch nella stessa conferenza stampa a Berna ha detto anche che non è ancora definito un piano nazionale di ripartizione dei ricoverati per Covid-19. Interessante il fatto che in Svizzera non fosse già stato affrontato in precedenza, per qualsiasi evenienza, un piano che sappia gestire su scala nazionale, e non su scala cantonale, dove ogni Cantone fa quello che vuole o può, eventuali situazioni di emergenza. In un caso di emergenza sanitaria come quella attuale, la necessità di una regia federale è evidente.
 
Aspettiamo che questo piano nazionale venga realizzato e magari sarà l'occasione per ripensare la politica sanitaria in Svizzera, attualmente tutta incentrata sui Cantoni, mentre per alcune situazioni probabilmente sarebbe meglio disporre di una cabina di regia nazionale. 
 
 
 
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Ma a Berna c'era anche la Segreteria di Stato dell'Economia (Seco), che ha dato brutte notizie. Il rappresentante della Seco ha detto chiarissimamente che nel 2020 la Svizzera sarà in recessione, con una contrazione del Pil dell'1,3%! Di per sé già questo dato è molto negativo e mostra gli effetti dirompenti sull'economia del coronavirus, ma se si tiene presente che le previsioni di crescita del Pil svizzero per il 2020 erano di +1,5%, la contrazione reale è un -2,8%. 
 
Questo significa che quando sarà finita l'emergenza sanitaria saremo confrontati con una grave crisi economica. Sicuramente più grave di quella del 2001/2002 e del 2007/08.
 
A spiegare questo cambio repentino dei trend economici è stato anche Alain Berset a Bellinzona, che ha detto che solo due mesi fa si diceva che stavamo vivendo a livello mondiale la fase di maggior crescita continuativa dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi, mentre ora, due mesi dopo, si dice che vivremo la crisi economica più grave dalla Seconda guerra mondiale ad oggi! 
 
 
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Che la situazione economica all'orizzonte sarà molto grave lo dimostrano alcuni dati. Il "Piano Paulson", varato dal Segretario del Tesoro sotto l'amministrazione Bush Junior nel 2008, per tentare di risollevare l'economia americana dopo l'esplosione dei mutui subprime, era di 700 miliardi di dollari. Oggi Donald Trump parla di un piano dagli 800 ai 1'000 miliardi (100 miliardi se li è già fatti approvare dal Congresso per le prime emergenze legate al Covid-19). Se il Piano Paulson era il più grande piano dai tempi di Roosevelt operato da un governo per aiutare l'economia, è evidente che adesso si pensa che si dovrà fare "un'iniezione" di miliardi ancora maggiore. 
 
Nell'Unione europea la crisi dei subprime del 2007/08 obbligò le autorità comunitarie a fare interventi di aiuti complessivamente di 250 miliardi di euro. Ieri invece la Bce ha messo sul tavolo la proposta di un piano da 750 miliardi di euro di “quantitative easing”, tre volte tanto quello che si è dovuto "sborsare" nel 2008. 
 
In Svizzera è preannunciato per domani la conferma da parte del Consiglio federale di un primo piano di 10 miliardi di franchi di aiuto all'economia. Gli esperti del politecnico di Zurigo ieri parlavano di almeno 100 miliardi necessari. Alcuni parlano addirittura di 150-200 miliardi, che il Governo federale dovrebbe elargire come misura anti-crisi. Nel 2008 la Confederazione elargì 9 miliardi per la ricapitalizzazione di Ubs e 60 miliardi per il famoso fondo alla Cayman di titoli tossici dell'Ubs. Di fatto 69 miliardi. 
 
 
 
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La Seco nella conferenza stampa di Berna ha anche detto che l'industria dell'esportazione svizzera vivrà e vive già un'importante contrazione. Le previsioni aggiornate della Seco dicono che le esportazioni dell'industria elvetica scenderanno a livelli bassi come non sono mai stati dal 2009 ad oggi. Anche questo avrà delle ricadute negative sull'andamento dell'economia svizzera. Meno utili per le aziende, dunque meno imposte per Comuni, Cantoni e Confederazione, e meno produzione. Dunque meno posti di lavoro.
 
Come ha detto Berset a Bellinzona la priorità assoluta adesso è l'emergenza sanitaria. Ma anche la situazione economica non fa star tranquilli. 
 
 
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Il giornalista de la Regione Lorenzo Erroi nella conferenza stampa di oggi ha chiesto a Vitta se non è stato un errore mantenere il carnevale Rabadan, visto che l'esplosione dei contagi parte proprio dopo la settimana del carnevale. Domanda pertinente e opportuna, secondo noi. Il presidente del Governo Vitta ha elegantemente "glissato" alla domanda.
 
Noi non siamo fra quelli che in questi giorni si divertono a "massacrare" e a criticare (molto spesso a sproposito) il Consiglio di Stato, ma siamo convinti che in un momento di emergenza la massima autorità cantonale debba avere la massima autorevolezza. E l'autorevolezza la si conquista anche facendo autocritica e ammettendo gli errori fatti. 
 
Secondo noi sarebbe stato meglio se oggi Christian Vitta in rappresentanza del Governo avesse risposto ad Erroi dicendo che sì, col senno di poi probabilmente è stato un errore non interrompere il Rabadan, ma come Governo cantonale ci impegnano a far tesoro degli errori passati per non commetterne di nuovi. È comprensibile che in una situazione come quella attuale, che nessuno dei cinque consiglieri di Stato ha mai vissuto prima, come tutti noi, si possano fare degli errori di valutazione e "tentennare" in qualche decisione ,che magari inizialmente si dimostra molto impopolare. Ma ammettere qualche errore iniziale può solo far aumentare l'autorevolezza di un Consiglio di Stato che in questi giorni e settimane è oggettivamente sotto stress per gli eventi e che complessivamente sta operando in maniera efficace.
 
 
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Viste le circostanze, oggi il consigliere federale Alain Berset aveva toni seri e determinati. Ma nonostante ciò (pensiamo involontariamente) il consigliere federale Berset ci ha fatto sorridere, quando nel presentare le possibili misure che domani mattina il Consiglio federale varerà per l’economia, della cifra di 10 miliardi di franchi, ha voluto sottolineare che la competenza sulle misure economiche per la crisi spetta a Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale delle finanze, e soprattutto a Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia. Poi ha aggiunto “il mio collega Guy Parmelin sta seguendo da vicino la situazione ed è sul pezzo”. Guy Parmelin “sul pezzo”? Berset anche in un momento difficile riesce comunque a farci sorridere.