Il coronavirus non arresta l'onda verde. La conferenza stampa domenicale partorisce il topolino

Il coronavirus non arresta l'onda verde. La conferenza stampa domenicale partorisce il topolino

Ottobre 19, 2020 - 22:50
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Una conferenza stampa di domenica, per annunciare il nulla o quasi. Il covid non ferma l'onda verde. 

Et voilà, il carosello riparte. Ieri pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa della Presidente della Confederazione, la socialista Simonetta Sommaruga e del ministro degli Interni, il socialista Berset, per annunciare le nuove misure nazionali per contenere il covid-19 (ovviamente i Cantoni potranno introdurre misure ancora più restrittive, se lo riterranno opportuno).

Bene. Ma per quale ragione fare una conferenza stampa di domenica pomeriggio, come se si dovesse annunciare l'entrata in guerra della Svizzera contro chissà chi? Non si poteva farlo oggi, lunedì, o semmai venerdì scorso?

C'è una differenza di costi del personale addetto della comunicazione della Confederazione, se lavora di venerdì o di domenica?

Questa è quella pomposità teatrale che si fa ovunque quando si parla di pandemia.

Alla fine ieri le misure annunciate da Berset e Sommaruga, non sono altro che quello che avevano fatto già tutti i Cantoni o poco più.

Se non fosse per i "3 moschettieri" della Rsi, Melchionda, Bernaschina, Ceschi, che amano fare le loro "improvvisate" dirette televisive (tanto per mandare a ramengo il palinsesto), in cui dopo possono intervistare il capo del Dss (De Rosa) e i due consiglieri agli Stati, Carobbio e Chiesa, facendo i loro commentini di quanto il povero ministro pipidino sarebbe isolato all'interno del Governo, piuttosto del fatto che Vitta come presidente dell'esecutivo avrebbe avuto una maggior "sensibilità" verso le restrizioni di quanto abbia invece l'attuale presidente leghista-democentrista Gobbi, la conferenza stampa a Berna di Sommaruga e Berset, poteva essere liquidata con un semplice comunicato stampa (intitolandolo "da lunedì mascherina obbligatoria nei luoghi chiusi, come già disposto da quasi tutti i Cantoni").

 

 

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Alla fine ieri si sono spesi troppi soldi (per gli addetti stampa della Confederazione che lavorano di domenica, per le dirette televisive dell'emittenti pubbliche, dunque pagate dal canone, ecc), per dire quasi nulla. Ma visto che la pandemia del coronavirus genera più spese (sociali, sanitarie, ecc) e genera meno introiti fiscali, se non si ha nulla di veramente rilevante da comunicare, non c'è bisogno di convocare conferenze stampa in pompa magna di domenica. Basta un comunicato stampa.

 

 

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Intanto la Rsi mandava la diretta della conferenza stampa su La1. Non sia mai che su La2 si debba tagliare un po' di sport. Giro d'Italia, Motomondiale, ma perché no, anche i tornei di ping pong e qualsiasi altro sport, non sia mai che debba essere tagliato dall'emittente pubblica. Non si vorrà che qualche anziano non possa appisolarsi sulla poltrona del proprio salotto guardando il motomondiale o i Roland Garros. Cadrebbe il mondo.

 

 

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Solo un anno fa, una domenica di novembre, la Rsi decise di mandare in onda su La1 la serie tv "Barnaby", invece che seguire in diretta l'elezione storica (nel senso che in Ticino mai un esponente dell'Udc e un'esponente socialista sono stati eletti al Senato) di Marco Chiesa e Marina Carobbio.

Un anno dopo, per una conferenza stampa del Governo federale che non ha nulla di rilevante da comunicare, si cambia il palinsesto de La1.

Chissà se gli storici fra 60 anni, valuteranno più importante la domenica di novembre 2019, in cui Ppd e Plr (quest'ultimo per la prima volta) perdevano il seggio al Consiglio degli Stati, o una domenica di ottobre 2020 in cui Sommaruga e Berset dichiarano che bisogna mettere la mascherina e non radunarsi in più di 15 persone senza autorizzazione.

 

 

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Intanto anche ad Argovia, nel Parlamento cantonale, avanzano Verdi e Verdi liberali (Pvl). I primi incrementano di 4 seggi la loro presenza nel legislativo cantonale, arrivando ad avere ben 14 deputati, mentre il Pvl ha un incremento addirittura di 6 parlamentari, portando la propria rappresentanza nel Gran Consiglio argoviese a 13 parlamentari. Tutti gli altri partiti principali, Udc, Ps, e Plr perdono seggi. I primi scendono di due parlamentari e avranno 43 granconsiglieri, il Ps passa da 27 a 23 seggi, il Plr ottiene 21 seggi perdendone 1. Mentre il Ppd cresce di 1 passando da 17 a 18 deputati.

Il coronavirus ha forse rallentato l'onda verde, ma non arrestata.