Il costo dei test e il costo dei vaccini. Maurer criticato perché dice il vero

Il costo dei test e il costo dei vaccini. Maurer criticato perché dice il vero

Settembre 24, 2021 - 22:44
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L’Ue spende 31 miliardi in più del previsto per i vaccini. C’è a chi interessa il costo dei test, ma non quello dei vaccini. Questa volta siamo d’accordo con il democentrista…

Secondo il consigliere federale democentrista Ueli Maurer il governo federale avrebbe fallito nella crisi covid e le leggi sulla spinosa tematica (dunque supponiamo anche i decreti) sono state scritte dalla task-force. Evidente l’attacco frontale da parte del ministro democentrista alla task-force: “Se si pensa a tutte le misure che vengono decise a Berna, si tratta di un pugno di esperti, non eletti da nessuno, da nessuna parte (…)”. E su questa affermazione, che sicuramente farà molto scalpore, soprattutto negli ambienti di sinistra, c’è poco da dire. È oggettivamente vera (e chi scrive non ha mai votato in vita sua Udc). Come dovrebbe far riflettere l’ulteriore affermazione del ministro democentrista, quando dice: “la concentrazione di potere è molto, molto pericolosa”.

A sinistra, queste “uscite” di Maurer scandalizzano e sicuramente dovrebbero essere (per loro) censurate.

Ma noi ci chiediamo: quel “mostro” pazzesco che bisognava combattere negli anni ’90 e nel primo decennio degli anni 2000, che Ignacio Ramonet aveva sintetizzato con il termine di “PENSIERO UNICO”, vale solo per la finanza? In tal caso dunque bisognerebbe ridefinirlo il “Pensiero unico finanziario figlio del neo-liberismo”. Mentre quando esso è “sanitario-medicale”, allora ci si deve inchinare e censurarsi, lodando i “messia” del nuovo pensiero unico.

 

 

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La notizia, che in Ticino non ha trovato granché spazio, dell’autorevole Financial Times (e ripresa anche dal Fatto Quotidiano) che ha scritto che l’Ue ha speso ben 31 miliardi di euro in più di quelli che avrebbe dovuto spendere per i vaccini Pfizer e Moderna, dovrebbe far riflettere.

Un anno fa, era il settembre del 2020, il capo negoziatore per i vaccini contro il covid della Commissione Ue, Sandra Gallina, promise ai membri dell’Europarlamento che le dosi sarebbero costate fra i 5 e 15 euro. Infatti, un prezzo superiore, secondo la capo negoziatrice, non sarebbe stato conveniente.

Il Financial Times è arrivato in possesso di documenti che parlano di 19,5 euro per la Pfizer (esclusa la logistica, che nel caso di questo vaccino ha una rilevanza importante) e 25,5 euro per il vaccino Moderna.

A maggio-giugno 2021 sono stati stretti accordi fra l’Ue e le “Big Pharma” Moderna e Pfizer per 2,1 miliardi di dosi fino al 2023 e secondo “People’s vaccine aliance”, che raggruppa 70 organizzazioni umanitarie, tutto ciò porterà a un conto per i vaccini particolarmente esoso per l’UE.

In Svizzera abbiamo 200 consiglieri nazionali e 46 consiglieri agli Stati che evidentemente non sono particolarmente interessati a sapere dal Governo federale come sono state fatte le negoziazioni con Pfizer e Moderna.

 

 

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Intanto il Consiglio federale ha annunciato oggi che i test gratuiti per il covid rimarranno fino al 10 ottobre (e non fino al primo di ottobre come in precedenza). Tipico compromesso svizzero, che non ha accontentato quasi nessuno: né chi vuole che i non vaccinati paghino, né chi voleva mantenere un’equità economica nella libertà di scelta sul vaccino, lasciando a chi non vuole fare il vaccino la possibilità di farsi testare gratuitamente. In Svizzera, come in qualsiasi altro Paese europeo, molte voci si sono alzate nel rivendicare che i non vaccinati paghino completamente le spese di testing e addirittura c’è chi si è spinto a dire che dovrebbero pagare anche i costi di cure intense in caso di ricovero. Però quest’ultimi non si sono mai preoccupati di verificare a che prezzo sono stati acquistati i vaccini.