Il fondo malese non inguaia solo la BSI: Leonardo Di Caprio accusato dall'Fbi

Il fondo malese non inguaia solo la BSI: Leonardo Di Caprio accusato dall'Fbi

Settembre 01, 2016 - 08:00
Posted in:

L'associazione ambientalista dell'attore avrebbe ricevuto fondi dal fondo sovrano 1Mdb. Ad ideare la truffa sarebbero stati i produttori di "The Wolf of Wall Street".

Anche l'attore Leonardo Di Caprio potrebbe essere coinvolto nello scandalo del fondo sovrano malese 1Mdb, riguardante le sottrazioni indebite avvenute ai danni del fondo di proprietà dello Stato della Malesia da parte di alcuni soggetti legati al primo ministro  Najib Razak, scandalo in cui è rimasta travolta anche la banca ticinese BSI.
 
Il celebre attore di Hollywood sarebbe stato recentemente interrogato dall'Fbi, la polizia federale statunitense, che accusa la fondazione ambientalista che porta il suo nome di aver ricevuto indebitamente denaro dal fondo 1Mdb. A sotenerlo sono svariate fonti, fra cui il fondo basilese Bruno Manser, che si occupa della protezione delle foreste tropicali in Malesia e che ha recentemente inviato una lettara alla ong di Di Caprio, in cui spiega che la corruzione è una delle principali cause di deforestazione della Malesia. 
Sempre con questi soldi sarebbe stata finanziata la produzione del Film "The Wolf of Wall Street", diretto da Martin Scorsese e prodotto dalla  Red Granite Picture, fondata dal genero del primo ministro malese,  Riza Aziz, con il quale Di Caprio avrebbe avuto stretti raporti fin dal 2010. Aziz e il controverso miliardario Jho Low sarebbero le menti dell'operazione che ha portato alla sottrazione di risorse dal fondo sovrano. Leondardo Di Caprio, riporta l'inchiesta, ha ringraziato i due (“Riz e Jho”) in occasione del conferimento del Golden Globe per "The Wolf of Wall Street", che, ironicamente, racconta proprio della vicenda di un grande truffatore finanziario. 
 
La notizia potrebbe spiegare la recente decisione di Di Caprio di ritirarsi dalla campagna di raccolta fondi per la campagna elettorale di Hillary Clinton, avvenuta ufficialmente per motivi di "agenda".