Il "fronte interno" degli Usa: Portland come un campo di battaglia

Il "fronte interno" degli Usa: Portland come un campo di battaglia

Luglio 27, 2020 - 15:34
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Negli Usa si sono intensificate nelle ultime settimane le proteste in varie Città. Il governo federale ha inviato truppe "a difesa del patrimonio storico", ma in alcune regioni sono le stesse autorità locali a contestarle. 

Se in questi giorni è la diffusione del covid a raccogliere la maggiore attenzione negli Stati Uniti, anche su fronte delle proteste scoppiate con l’uccisione di George Floyd a Minneapolis la situazione sembra farsi sempre più calda.

Durante lo scorso fine settimana sono stati registrati disordini a in diversi città, come Seattle, Portland, Richmond, Los Angeles, Omaha, dovei manifestanti si sono scontrati con la polizia.

Ad Austin, in Texas, un uomo a perso la fida nel corso di una manifestazione, a Denver si è registrato un ferito d’arma da fuoco durante una manifestazione.

Il centro delle proteste è però Portland, in Oregon, sulla costa Pacifica. Una delle città considerate più progressiste degli Usa, qui lo scontro ha raggiunto anche il piano istituzionale, con l’invio da parte di Trump di agenti federali per sopprimere le proteste che ha visto schierate contro le autorità locali. Risale allo scorso 26 luglio l’ordine esecutivo di Trump “per proteggere i monumenti e il patrimonio federale”. Ad inizio di questo mese il segretario a interim per la Sicurezza Interna, Chad Wolf, ha selezionato un centinaio di militari provenienti dalle fila degli U.S Marshall, delle guardie di confine e della polizia per il controllo dell’immigrazione.

Durante la scorsa settimana si sono svolte numerose marce prevalentemente pacifiche del movimento Black Lives Matter. All’interno di esse alcuni gruppi violenti che la sciano bottiglia molotov e petardi, a cui fa seguito l’intervento dei federali inviati da Trump per “fermare i terroristi", che reagiscono con proiettili di gomma e lacrimogeni e agli arresti.

La procuratrice generale dell’Oregon Ellen Rosenblum è intervenuta contro l’invio di truppe federali, accusando il Ministero della sicurezza di abuso di potere. La legge su cui si basa l’amministrazione federale è quella a tutela del patrimonio nazionale, operata dal Federal Protective Service (che impiega anche personale fornito da società private, i cosiddetti (contractors”). Lo scorso venerdì il giudice federale Michael Mosman ha respinto il ricorso della procuratrice. Sulla vicenda si è avuto anche il botta e risposta fra il presidente Usa e il sindaco di Portland, il democratico Ted Wheeler. Trump sostiene che si debba “fermare i terroristi, altrimenti perderemo il controllo delle nostre città”. “Al presidente non importa nulla di Portland”, ha detto Wheeler,  “dove non ha alcun seguito. Con questa “invasione” cerca consenso in Ohio o nell’Iowa”.