Il futuro dell'aeroporto di Lugano passa dalla trasparenza

Il futuro dell'aeroporto di Lugano passa dalla trasparenza

Gennaio 18, 2021 - 20:08
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Le tre cordate, diventeranno due, e poi, qualcuno spera addirittura una? Fondamentale la trasparenza, anche sulla provenienza dei soldi...

Giovedì scorso, 14 gennaio, il Municipio di Lugano ha deciso di rimandare la decisione sul futuro dell'aeroporto di Lugano a questo giovedì, 21 gennaio (ma se la nostra "sfera di cristallo" funziona bene, vi sarà un ulteriore rinvio...).

Ora, le cordate sono 3 (ma sicuramente c'è chi lavora per ridurle a 2 grazie ad un'ulteriore fusione): una è rappresentata dallo studio legale di Giovanna Masoni (che rappresenta Sir Lindsay Owen-Jonese) e dallo studio di Fabio Soldati (che rappresenta Bonomi); un'altra cordata, quella che gergalmente tutti chiamano "indiana", dovrebbe avere fra i suoi consulenti Filippo Lombardi (ed è quella che viene sempre presentata bene da Il Caffè, che però non cita mai nessun consulente); e infine c'è la cordata di Artioli.

I rumors danno per imminente una fusione fra due cordate, quella "indiana" e quella capeggiata da Artioli.

C'è anche chi dice, che alla fine il vero disegno politico che qualcuno accarezza, sia quello di unire tutte 3 le cordate, in modo da creare una bella "ammucchiata" che non permetta, a chi osserva dall'esterno l'evoluzione della situazione, di capire più niente, chi mette i soldi e quanti, quale strategia si vuole perseguire, gli obiettivi definiti, ecc.

Un sano confronto di idee, strategie, competenze e capacità per perseguire obiettivi diversi, farebbe bene a Lugano, all'aeroporto, ma, aggiungiamo noi, anche a tutto il Cantone.

Quello che per noi è importante, non è chi vincerà delle 3 cordate, bensì il metodo con cui si arriva a definire qual è la cordata migliore per il futuro dell'aeroporto (e tanto per essere chiari, non quello di qualche nuova speculazione immobiliare!). Attendiamo giovedì e semmai il giovedì seguente che cosa il Municipio decide.

 

 

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A proposito di aeroporto di Lugano, delle 3 cordate e del metodo per scegliere il miglior progetto:

i requisiti della Città per partecipare alla fase conclusiva di designazione di quale cordata si aggiudicherà il futuro dell'aeroporto, prevedevano quale primo step (dicembre 2020) di mettere sul tavolo 10 milioni di franchi e dichiararne la provenienza.

Possono sembrare tanti soldi, ma questa volta, a nostro modesto parere, la Città di Lugano, ha lavorato bene nel definire i requisiti. Infatti per un progetto molto oneroso come quello del futuro dell'aeroporto di Lugano, chiedere alle diverse cordate di mettere 10 milioni, non è così esagerato, anzi è garanzia che i diversi progetti non siano solo "fuffa", tanto per farsi belli davanti all'opinione pubblica.

Ma anche il criterio della provenienza dei capitali, può essere un requisito molto importante (ad esempio in Consiglio comunale di Lugano siede un consigliere come Jacques Ducry, già procuratore pubblico, che potrebbe apprezzare visto che della trasparenza dei capitali ha fatto la sua "cifra" politica in tutti i consessi in cui ha operato politicamente).

Ora visto che lo step sui requisiti finanziari scadeva a dicembre, il Municipio potrebbe anche comunicare pubblicamente se le 3 cordate i 10 milioni li hanno messi sul tavolo, ma soprattutto comunicare la loro provenienza.

Perché se il Municipio ha fatto bene a introdurre questi requisiti, ora farebbe anche meglio a comunicare in modo trasparente alla cittadinanza l'esito di questi vincoli, da esso scelti.