Il giudice, il diritto, il popolo (e il potere). La "controversa" storia

Il giudice, il diritto, il popolo (e il potere). La "controversa" storia

Settembre 28, 2021 - 20:06
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Venerdì alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona Filippo Contarini con il giudice Roy Garré hanno proposto una serata dedicata alla giurie popolari e alla "controversa storia del rapporto fra popolo e giustizia penale”. 

Lo scorso venerdì alla Biblioteca cantonale di Bellinzona si parlava di giurie popolari, della loro storia in Svizzera. “Una controversa storia del rapporto fra popolo e giustizia penale”, come da sottotitolo della presentazione tenuta da Filippo Contarini, frutto di uno studio del ricercatore di Storia del Diritto, incentrato proprio sulle giurie popolari e presentato venerdì assieme al giudice Roy Garré, libero docente per la Storia del diritto e Presidente della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale.

Presentazione che ha richiamato sia diversi “curiosi” che “addetti ai lavori”. Presenti fra gli altri il granconsigliere socialista Carlo Lepori, lo scrittore locarnese Arnaldo Alberti, il giudice Damiano Bozzini, l’esponente socialista della Riviera Celestino Falconi.

Popolo e giustizia penale, si diceva. Il tema del rapporto fra democrazia e diritto, come per altro quello del criterio secondo cui devono essere nominati i magistrati (in senso lato), torna regolarmente all’ordine del giorno (in Ticino in particolare in occasione delle sedute del Gran Consiglio in cui è tema all’ordine del giorno). Competenza, rappresentatività, indipendenza (a livello federale saremo chiamati a votare anche sul sorteggio dei giudici) sono i criteri attorno a cui si tenta di trovare una “quadratura del cerchio”.

Filippo Contarini, assieme ad Ares Bernasconi, è stato promotore della raccolta firme che “salvò” la presenza dei giudici popolari nelle corti penali ticinesi. Ora ha dedicato la sua “Dissertazione” proprio al tema delle giurie popolari. Il quadro che ne emerge, portato dall’ampiezza della Storia, è sicuramente più articolato di quanto può essere il dibattito di attualità.

“In Svizzera a differenza di quanto succede in tanti altri Stati, invece della storia delle giurie popolari è necessario scrivere una storia della loro assenza e della loro scomparsa”, come premesso nella “locandina” dell’evento. Giurie popolari che hanno preso piede in Svizzera a metà Ottocento, trovando spazio in 10 Cantoni (i più progressisti), per poi scomparire progressivamente. Oggi è proprio il Ticino a presentare qualcosa di simile, con i giurati che siedono affianco al giudice nelle corti.

Lo studio di Contarini si concentra però in particolare sui processi politici, poiché, come spiegato da Contarini nella conferenza pubblica di venerdì sera, “il processo politico è in potenza il punto in cui emerge quello che non dovrebbe emergere in termini di coerenza” del diritto. In genere “nel processo penale normale la società è contenta della condanna”, mentre nel “processo politico la società è spaccata”. Il rapporto con l’opinione pubblica e il potere politico è una costante. Nello specifico i processi affrontati sono quelli, nell’Ottocento, ai liberali “mazziniani” (che vedevano un sostanziale supporto alla loro causa da parte della politica in Svizzera), poi quelli agli anarchici (la cui ostilità alla proprietà era invece invisa al potere elvetico) e infine agli anti-fascisti a metà ‘900. Il diritto penale, e di conseguenza il ruolo dato alle giurie popolari, è anch’esso espressione di un potere politico, e ne segue le evoluzioni e le necessità...