"Il malvezzo di abusare di stemmi e loghi comunali da parte dei candidati e dei partiti nella campagna elettorale"

"Il malvezzo di abusare di stemmi e loghi comunali da parte dei candidati e dei partiti nella campagna elettorale"

Aprile 01, 2021 - 09:06
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Riceviamo e pubbichiamo. Comunicazione del consigliere comunale e presidente PS di Lugano Raoul Ghisletta. 

 

In taluni casi l’abuso di stemmi e loghi comunale nella campagna elettorale crea confusione e fa sorgere l’equivoco che anziché essere una comunicazione di tipo privato o partitico, si tratti di un messaggio dell’ente pubblico: aspetto segnalato anche da alcune/i cittadini.

Ho denunciato più volte l’inazione dei Municipio di Lugano nel 2020 e all’inizio del 2021 a fronte del ripetuto abuso da parte della Lega di Lugano, che su manifesti e siti social utilizza lo stemma di Lugano leggermente modificato. Alla mia terza interrogazione finalmente il Municipio di Lugano, a fronte dell’assenza di reazione della Lega all’invito di cessare l’abuso, ha comunicato che Il Municipio intende avviare un'azione civile al fine di far cessare la turbativa (ai sensi degli art. 20 e 22 LPSt Legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici presso la Terza Camera civile del Tribunale di appello).”

Questa recente, anche se tardiva, decisione del Municipio di Lugano dovrebbe mettere sul chi vive anche l’UDC Lugano, che in questa campagna elettoraleappone lo stemma di Lugano sulle sue pubblicità delle/dei candidati. Infine va sottolineato come l’abuso di questi emblemi riguarda anche altre/i candidati, non solamente di Lugano!

 

I media scritti ed elettronici dovrebbe esigere la rimozione di stemmi e loghi pubblici dalle pubblicità. L’articolo 8 della citata legge è chiaro: “Lo stemma della Confederazione Svizzera, gli stemmi dei Cantoni, distretti, circoli e Comuni, gli elementi caratteristici degli stemmi cantonali in relazione con uno scudo e i segni con essi confondibili possono essere usati soltanto dall’ente pubblico a cui si riferiscono.” Le uniche eccezioni riguardano: illustrazioni in dizionari, enciclopedie, opere scientifiche e simili; decorazione in occasione di feste e manifestazioni; decorazione di oggetti d’artigianato artistico quali calici, vetrate araldiche o monete commemorative per feste e manifestazioni; come elemento del segno dei brevetti svizzeri conformemente alle disposizioni delle legge del 25 giugno 1954 sui brevetti; come elemento di un marchio collettivo o di garanzia depositato da un ente pubblico che secondo il regolamento sul marchio può essere usato da privati.

 

L’art. 20 della legge indica che “Chi è leso o rischia di essere leso nei propri interessi economici dall’uso illecito di segni pubblici può domandare al giudice di:

a. proibire una lesione imminente; b. far cessare una lesione attuale; c. esigere dal convenuto di indicare la provenienza e la quantità degli oggetti in suo possesso muniti illecitamente del segno pubblico, nonché i destinatari e l’entità delle ulteriori forniture ad acquirenti commerciali; d. accertare l’illiceità di una lesione che continua a produrre effetti molesti.

2 Sono fatte salve segnatamente le azioni secondo il Codice delle obbligazioni volte al risarcimento, alla riparazione del torto morale e alla consegna dell’utile, conformemente alle disposizioni della gestione d’affari senza mandato.”