Il Mattino attacca Edo Bobbià. Il "Buongoverno è stato imparato a Corleone?"

Il Mattino attacca Edo Bobbià. Il "Buongoverno è stato imparato a Corleone?"

Aprile 21, 2019 - 12:05
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Il Mattino della Domenica attacca sull'sms di Edo Bobbià a Giovanni Pagani: "siamo ai ricatti ed alle vendette trasversali".

C’era un tempo in cui Lorenzo Quadri sedeva in Gran Consiglio fra le fila della Lega, prima di “traslocare” al Parlamento federale. Più attivo dell’attuale deputato Mps Matteo Pronzini nel fare interpellanze (mitica quella sui cormorani), Lorenzo Quadri aveva “in un certo senso il suo mentore” nel deputato Plr Tullio Righinetti (papà del giornalista di Piazza del Corriere).
In quegli anni Righinetti parlava tanto e Lorenzo Quadri scriveva tanto (interrogazione ed interpellanze, e in alcuni casi fra le parlate e i testi c’era una certa correlazione).
Un rapporto solido e sodale fra i due. Ma la vera “spalla” di Tullio Righinetti era il granconsigliere liberale Edo Bobbià, già direttore della Ssic (Società Svizzera impresari costruttori, sezione Ticino) già candidato al Consiglio di Stato per il Plr (e arrivò quinto), già direttore della Metanord (società che fra i suoi azionisti ha importanti società pubbliche) e, ciliegina sulla torta, grande sostenitore nel 2015 dell’unica candidata Plr al Consiglio di Stato.  
Edo Bobbià e Tullio Righinetti per vent’anni sono stati una coppia di fatto della politica ticinese, mai un tema li trovava su fronti contrapposti.
E gli amici degli amici di solito sono propri amici…
Non è così per Lorenzo Quadri, che oggi sul Mattino della Domenica “silura”, senza tanti complimenti, l’ex granconsigliere Bobbià, nell’articolo “Ricatti e vendette in salsa liblab!”, pubblicato a pagina 3 dal settimanale leghista, a firma di Zio Bill. L’articolo, pubblicato sul Mattino diretto da Lorenzo Quadri, nell’occhiello paragona il Ticino a Corleone, lasciando intendere che i metodi di Bobbià non siano propriamente quelli in usa dai lobbisti in Svizzera.
“C’è veramente da restare allibiti”, scrive Il Mattino, “davanti al tenore del messaggino inviato dall’ex deputato PLR Edo Bobbià all’allora deputato PLR (oggi anche lui ex in quanto non rieletto il 7 aprile) Giovanni Pagani lo scorso 28 febbraio”.  Bobbià, coordinatore del gruppo “Grazie Cardiocentro”, aveva scritto a Pagani, dopo il voto in Commissione della sanità sulla rilevabilità dell’iniziativa del Cardiocentro: “Caro Giovanni, si sta diffondendo molto velocemente la notizia che hai votato contro la ricevibilità dell'iniziativa sul Cardiocentro. Non ho capito il senso del tuo no. Purtroppo non ti sarà indolore a livello di consensi elettorali, specie nel Luganese ma non solo. La settimana prossima lo comunicheremo ai nostri 2400 sostenitori. Mi dispiace. Cordialmente, Edo”.
“A parte la plateale violazione del segreto commissionale da parte di qualche politicante che è andato a spifferare a Bobbià l’esito della votazione in Sanitaria”, scrive il Mattino. “A noi simili messaggi ricordano molto certe pratiche in voga nel meridione della vicina Penisola! Il tanto decantato “Buongoverno”, il PLR l’ha forse imparato a Corleone?”, si domani Il Mattino.
“Che un gruppo di interesse inviti a sostenere elettoralmente i propri aderenti, è prassi normale e corrente”, osserva il domenicale. “Ma qui siamo ai ricatti ed alle vendette trasversali: non ti pieghi a votare come voglio io? E io faccio in modo che tu non venga rieletto!”.
“D’altra parte”, scrive Il Mattino, “fa anche specie la tempistica scelta da Pagani per segnalare l’accaduto all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Se, come dice lui, non voleva turbare il clima elettorale (traduzione: non voleva nuocere al partito) prima del 7 aprile, la segnalazione andava fatta l’8. Perché attendere dieci giorni? C’è come il vago sospetto che, se Pagani fosse stato rieletto, l’sms di Bobbià sarebbe finito in dimenticatoio”.