Il Mattino. Il monsignore e il funzionario. Due pesi due misure?

Il Mattino. Il monsignore e il funzionario. Due pesi due misure?

Novembre 29, 2020 - 13:53
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Il Mattino della domenica nella sua edizione odierna dedica un articolo al recente caso di cronaca che ha coinvolto un prelato, osservando come il trattamento è stata ben diverso rispetto ad altri noti casi…

Il Mattino delle domenica nella sua edizione odierna si occupa anche della vicenda del fermo del prelato di Lugano, esponente di spicco della Curia e della Facoltà di Teologia, lo scorso venerdì 20 novembre, poi scarcerato dal giudice dei provvedimenti coercitivi pochi giorni dopo.

Il Mattino, ricordando che la “presunzione d’innocenza vale per tutti”, osserva che “all’arresto è seguita la scarcerazione-lampo. E a questo punto, delle due l’una: o era eccessivo l’arresto, o è stata prematura la scarcerazione”.

Il Mattino, nell’articolo a pagina 12 firmato dal direttore Lorenzo Quadri, fa un parallelo con un altra vicenda, quella dell’ex funzionario del DSS condannato in primo grado per coazione sessuale, criticando “la disparità del trattamento che la stampa di regime ha riservato al prelato rispetto ad altri casi di abusi su donne”.

“Del funzionario-abusatore del DSS” (di cui il Mattino fa il nome), si legge, “esponente di spicco del Partito $ocialista, la stampa di regime pretendeva addirittura di mantenere segreta l’identità. Per giustificare l’ingiustificabile, sciorinava il trito ritornello della “tutela delle vittime”, che suona bene in tutte le salse. Certo, come no. Ce la beviamo di sicuro!”, scrive il domenicale. “Ed è sempre a seguito dell’appartenenza partitica dell’abusatore”, incalza il Mattino, “nonché dei suoi superiori sospettati di averlo coperto – tutti esponenti $ocialisti – che il P$, assieme al fido scudiero PLR ormai ridotto a ruota di scorta della $inistra, in Gran Consiglio ha ottenuto la rottamazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli abusi “in salsa ro$$a”. Con tanto di deputate liblab che esultavano per lo strepitoso (?) successo ottenuto (una di loro, come ben sappiamo, è l’ex aspirante presidenta del partito)”.

Per il funzionario, “censura ad oltranza”, scrive il Mattino. Mentre nel recente caso “il metodo è stato, fin da subito, quello dello “sbatti il mostro in prima pagina”. Con tanto di foto, nome e cognome”, scrive il domenicale.