Il Mattino: obbligo di mascherina nei negozi?

Il Mattino: obbligo di mascherina nei negozi?

Agosto 30, 2020 - 17:50
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Il Mattino della domenica interpella vari pareri in merito all'obbligo di mascherina nei negozi.

Il Mattino della domenica nel suo “Forum” a pagina 7 interpella come di consueto varie persone. Questa settimana si occupa dell’obbligo della mascherina nei negozi.

In una “chicca” a pagina 4 però si occupa anche di un altro aspetto legato alla pandemia di covid-19, ovvero dell’ormai “uscita dai radar” app Swisscovid, commentando gli ultimi dati resi noti.

“Ma tu guarda i casi della vita!”, scrive il Mattino. “Adesso si scopre (?) che l’applicazione Swisscovid, quella che servirebbe a tracciare i contagi da stramaledetto virus cinese, è un flop. Infatti, i cittadini non la scaricano: il 29% non si fida, il 35% non vuole essere sorvegliato dallo Stato ed il 32% non ha intenzione di attivare la localizzazione sul proprio smartphone”, secondo i dati presentati nei giorni scorsi in conferenza stampa dall’Ufficio federale di sanità pubblica”. “Ma come: fino a poco tempo fa non c'erano i soliti sondaggi farlocchi ad assicurare che la stragrande maggioranza dei cittadini non stava più nella pelle dalla voglia di scaricare l'app dello Statoguardone?”, si chiede il Mattino.

In merito all’obbligo di mascherina nei negozi a schierarsi a favore della misura sono il granconsigliere della Lega Omar Balli, il giornalista Marco Bazzi, il direttore della Camera di Commercio Luca Albertoni. Albertoni dichiara: “Se quindi la mascherina rappresenta un compromesso atto a limitare le conseguenze negative, penso che occorra adattarsi. Soprattutto per evitare misure più incisive che, come detto, avrebbero effetti molto negativi”. Sul comportamento dei consumatori, “è difficile fare previsioni”, dice Albertoni.

Anche la granconsigliera della Lega Lelia Guscio si schiera a favore, aggiungendo che “la mascherina dovrebbe essere portata da tutti gli utenti di un istituto scolastico, indipendentemente dalla fascia di età”.

Mario Tamborini, Segretario dell’Associazione Via Nassa, ritiene che “se la mascherina deve essere d’obbligo nei luoghi affollati, allora deve valere per tutti”. Tuttavia mette in evidenza diverse contraddizioni riguardanti la pandemia e le misure per contenerla. “Comincio ad avere dei seri dubbi sulla veridicità, sulla completezza e proporzionalità dei dati dei contagi sfornati ogni giorno, mi sono già meravigliato quando è stata resa obbligatoria la mascherina per gli operatori degli esercizi pubblici ma non per il personale di vendita dei negozi”, dice al Mattino. “E’ un paradosso generato dal panico mediatico che non sa più a cosa attaccarsi pur di fare sensazione. Mi domando pure come sia possibile che, della mascherina, quattro mesi fa si dicesse peste e corna (CF dixit: ”…inoltre la mascherina è inutile e controproducente”…) e poi , improvvisamente, è diventata un must da indossare perché è l’unica barriera efficace contro il Covid-19”.

Favorevole all’obbligo di mascherina nei negozi pure il giornalista Matteo Cheda, che tuttavia sostiene che ci voglia maggiore democrazia nelle misure da adottare. “Tuttavia non approvo la mancanza di controllo democratico”, dice Cheda. “La pandemia è iniziata oltre sei mesi fa. Le misure decise invocando la clausola di emergenza dovrebbero ora essere sottoposte almeno a una votazione popolare consultiva. Il tempo c’è”.

Non la ritiene per ora necessaria invece il granconsigliere della Lega Massimiliano Robbiani. “I contagi da Covid-19 in Ticino sono attualmente pochi e pertanto ritengo che l'obbligo di indossare la mascherina nei negozi non sia necessario. In ogni caso tutte le raccomandazioni da parte delle autorità e dei medici devono e dovranno venire rispettate alla lettera”, dice al Mattino. Tuttavia “qualora la situazione dovesse peggiorare l'obbligo di indossare la mascherina nei negozi sarà sicuramente decretato dalle autorità”, dice. In merito alle conseguenze sull’afflusso di clienti nei negozi di tale obbligo, dice Robbiani, “gli acquisti online sono il futuro, in particolare per la merce non food. Questo, però, non dipende dal coronavirus, ma dai tempi che cambiano e dalla possibilità offerta dalla rete di fare acquisti 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno con tutta comodità da casa”.