Il Mattino. Petizione sul caso del funzionario DSS. Aldi: "Mai più abusi, mai più applausi”

Il Mattino. Petizione sul caso del funzionario DSS. Aldi: "Mai più abusi, mai più applausi”

Novembre 22, 2020 - 12:58
Posted in:

Una petizione chiede di far luce sulla vicenda degli abusi sessuali da parte dell'ex funzionario DSS, caso su cui lo scorso settembre il Gran Consiglio ha affossato l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta. Sul Mattino vi è un'intervista alla granconsigliera Sabrina Aldi, promotrice della raccolta firme. 

Caso abusi sessuali dell’ex funzionario DSS, capitolo chiuso? Lo scorso settembre il Gran Consiglio si schierò (a sorpresa) contro l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per far luce sulla vicenda dell’ex funzionario del DSS, condannato in primo grado per coazione sessuale, ed eventuali responsabilità di suoi superiori all’interno del Dipartimento (a cui erano giunte segnalazioni sul comportamento del funzionario).

Dopo l’affossamento della commissione d’inchiesta da parte del Gran Consiglio è  stata lanciata una petizione per chiedere che sia fatta luce sulla vicenda, “Facciamo luce sugli abusi sessuali nell’amministrazione cantonale”.

Oggi sul Mattino viene intervistata la granconsigliera della Lega Sabrina Aldi, promotrice della petizione.

La petizione é nata dopo che, il 24 settembre 2020, a sorpresa, il Gran Consiglio ha deciso di bocciare l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta che voleva far luce su quanto accaduto in seno all’amministrazione cantonale”, spiega Aldi al Mattino. “A colpire sono state le dure parole pronunciate in aula dal Giudice penale che ha condannato l’ex funzionario del DSS per aver commesso coazione sessuale in danno di alcune giovani ragazze. In quella sede, la Corte si era scusata a nome dello Stato dicendo a chiare lettere che “la vicenda poteva essere fermata nel 2005, ma le vittime non sono state ascoltate””.

“Accuse gravi, quelle contenute nella motivazione della sentenza penale, che non possono lasciare indifferenti”, prosegue la granconsigliera. “E questo a prescindere dalla responsabilità penale del funzionario e dall’esito del procedimento che, ci tengo a precisare, è ancora pendente in appello. Di fronte a queste parole, la Lega dei Ticinesi si è subito attivata con un’interpellanza firmata dal collega Boris Bignasca. Ma anche gli altri partiti hanno reagito con sconcerto. Oltre al PPD, vi sono stati, è qui la parte interessante, socialisti e verdi. Il Partito Socialista si era espresso chiedendo piena luce sulle parole pronunciate dal Giudice preannunciando tolleranza zero. Anche i Verdi, della stessa opinione, hanno parlato di ipotesi di cameratismo e insabbiamento. L’atto parlamentare con il quale si chiedeva l’istituzione della commissione è stato sottoscritto da tutti le aree politiche compreso un rappresentante del PLR. Tutto questo, fino al 24 settembre, dove con una scandalosa giravolta, PLR, PS e la maggioranza dei Verdi hanno bocciato l’istituzione della Commissione affossando così qualsiasi possibilità di ottenere la tanto decantata chiarezza”, dice Sabrina Aldi nell’intervista.

È nata dunque l’idea della petizione. “Dopo lo sconcerto iniziale, ho provato un forte senso di ingiustizia e come me alcuni colleghi e molti cittadini”, spiega Aldi. “Nei successivi giorni abbiamo quindi deciso che bisognava scendere in piazza e raccogliere le firme per chiedere di far luce su quanto accaduto. Ci tengo a sottolineare che con questa petizione, il messaggio importante che deve assolutamente passare, è che le vittime di abusi devono venir protette, sempre e a tutti i livelli, e chi sa deve agire e segnalare. Solo facendo chiarezza su quanto accaduto si può davvero fare prevenzione”.

La granconsigliera critica inoltre le scene di esultanza di alcuni deputati PLR dopo il voto contrario all’istituzione della commissione d’inchiesta. “Mi ha molto rattristato vedere le scene di esultanza in aula da parte del PLR. Considero che vi sia stata una grave mancanza di rispetto verso tutte le vittime in generale. Francamente non mi sono ancora chiare le ragioni del rifiuto e ancora meno quelle dell’esultanza da tifo da stadio”, dice Aldi.

La bocciatura della CPI ha sicuramente lasciato diversi interrogativi aperti e la percezione, in parte della popolazione, è proprio quella che vi sia stato un insabbiamento”, dichiara la granconsigliera Aldi. “Lo Stato deve essere trasparente nei confronti dei cittadini, sempre, anche in questioni così delicate e questo perché la trasparenza è il fondamento del rapporto di fiducia tra i cittadini e chi ci governa. Fiducia che in questo caso è ancora più importante perché tocca un tema estremamente delicato”. Inoltre dice Aldi, “le vittime devono sapere che, una volta trovato il coraggio di parlare, vengono tutelate e questo, nell’ottica della prevenzione è fondamentale”. “Mi auguro che questa brutta vicenda possa chiudersi con i dovuti modi e che la verità venga alla luce, quale che essa sia”, conclude Aldi. “Questo nell’interesse di tutti, vittime, autorità, Stato e soprattutto che questo permetta, laddove si dovessero verificare delle responsabilità, di correggere il sistema per evitare casi simili in futuro. Mai più abusi, mai più applausi”.