Il Mattino: Renzetti risponde a Ducry

Il Mattino: Renzetti risponde a Ducry

Giugno 07, 2020 - 12:47
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Intervistato sul Mattino della domenica il presidente del FC Lugano commenta l'intervento molto critico del consigliere comaunle Jacques Ducry durante l'ultimo consiglio comunale di Lugano. 

L'odierna edizione del Mattino della domenica ospita fra le altre cose anche un'intervista al presidente del FC Lugano Angelo Renzetti, interpellato su vari temi riguardanti la società che presiede. La prima questione sottoposta a Renzetti è quella delle parole del consigliere comunale indipendente di Lugano Jacques Ducry durante il Consiglio comunale dello scorso martedì. In quell'occasione Ducry, intervenendo criticamente sul messaggio del Polo sportivo, aveva parlato dei "capitali di provenienza dubbia" che sono confluiti in passato in società calcistiche svizzere e, aveva detto, "non vorrei (...) che ci fosse un incarto penale aperto nei confronti di certi dirigenti per frode fiscale, per riciclaggio, per capitali provenienti da Stati dove la corruzione regna...".

Interpellato sulla questione dal Mattino Renzetti così risponde: "Non ho il piacere di conoscere il soggetto in questione (Ducry, ndr) e non so con chi ce l'abbia, ma mi dicono non sia nuovo a sparate estemporanee. Spero vorrà chiarire il suo pensiero facendo nomi e cognomi. Aggiungo che il FC Lugano è una società di Super League, conosciuta a livello europeo. Quantificare il danno di immagine non è così difficile in un periodo di rinnovi e acquisizioni di sponsor e di trattative per la cessione del pacchetto azionario. Vedremo".

In merito all'approvazione della progettazione del progetto del Polo sportivo, avvenuta appunto nella seduta del Consiglio comunale di martedì, Renzetti sul Mattino dichiara che "non avevo dubbi in proposito. Il progetto di polo sportivo e degli eventi è troppo importante per gli sportivi e per la popolazione ma anche per le generazioni future per poter essere sabotato con pretesti da bar". In merito alle due torri previste nella progettazione, e che il rapporto di minoranza chiedeva di rimandare, dice Renzetti, "fin dall’inizio il progetto è stato chiesto (dal Municipio) e allestito dai concorrenti come un tuttuno. Si tratta di urbanizzare un quartiere e di creare vita all ’interno e attorno al polo, coinvolgendo nel finanziamento e nell'esecuzione i privati. Le polemiche sugli uffici sono una scusa (...)". In merito al  futuro del Lugano Renzetti spiega che "sono dieci anni che guido da solo il FC Lugano, nessun presidente prima di me è stato così a lungo in carica. Da tempo vado dicendo che non ho risorse infinite, se trovo alleati bene, in caso contrario è risaputo che intendo cedere il club". Renzetti nell'intervista al Mattino non risparmia anche qualche critica alla Swiss Football League. "Penso sempre che in ogni consesso ci vogliano buona volontà, flessibilità e intelligenza. Oltre a principi sani e a onestà", dichiara. "Nella SFL trionfa la mentalità funzionariale, talvolta sembra di essere in presenza di marionette. E’ gente abituata a ricevere il salario a fine mese e che non ha mai rischiato niente in proprio, né creato reddito e fatica quindi a mettersi nei panni di dirigenti come Costantin e il sottoscritto".