Il Mattino: tutti contro il lockdown

Il Mattino: tutti contro il lockdown

Ottobre 18, 2020 - 14:00
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Il Mattino della domenica dedica oggi molto spazio all'ipotesi di un nuovo lockdown, contro cui si schiera fermamente, e ospita diversi pareri sull'argomento. 

Il Mattino della domenica nella sua edizione odierna dedica diversi articoli all’ipotesi di un nuovo lockdown in relazione all’aumento dei contagi di coronavirus. Un’ipotesi, quella di un nuovo lockdown, a cui il domenicale si schiera contro. “Una seconda chiusura è semplicemente IMPOSSIBILE!”, scrive il Mattino. “Manderebbe il Ticino in rovina! Provocherebbe una strage occupazionale!”.

L’argomento è anche trattato nel consueto “forum” a pagina 5, dove vengono interpellati diversi pareri. Secondo il municipale della Lega Bruno Buzzini, “in questi ultimi giorni l’evoluzione della pandemia in Ticino e nel resto della Svizzera preoccupa. Escluderei però un secondo lockdown. Piuttosto vanno prese delle misure restrittive, anche dolorose se necessario”. Per Fabio Regazzi, consigliere nazionale PPD e presidente di Aiti (associazione industrie ticinesi), “un secondo lockdown a pochi mesi da quello adottato la scorsa primavera metterebbe in ginocchio la nostra economia, che già si trova in una situazione congiunturale molto difficile e che arrischia di ulteriormente deteriorarsi”. Anche il consigliere nazionale del Plr Alex Farinelli si schiera contro un secondo lockdown. “Un secondo lockdown sarebbe insostenibile per troppe categorie di persone e quindi non deve di principio essere un’opzione”, dice Farinelli. “Per fare alcuni esempi i danni del confinamento per le persone anziane che sono state isolate dal resto della società sono stati evidenti ed un ulteriore periodo, che tra l’altro rischierebbe di essere più lungo del primo, non è a mio avviso immaginabile”.

Pure il presidente della Camera di commercio Luca Albertoni ritiene che “un secondo lockdown sarebbe insostenibile sia dal punto di vista sociale che economico. Questo non vale solo per il Ticino, ma per tutti i Cantoni, come mi confermano i miei colleghi delle Camere di commercio e dell’industria in Svizzera tedesca e in Romandia”. Edo Bobbià, già granconsigliere Plr, dichiara che “ho notato presso molti amici e conoscenti quanto sia stata penalizzante la “reclusione” più o meno volontaria della scorsa primavera; specialmente per le persone di una certa età, ma non solo”. “La chiusura totale deve essere evitata”, dice Bobbià, “come pure l’adozione di misure troppo severe, che politicamente e medicalmente sono più facili e comode, ma con un risultato almeno incerto e a mio avviso discutibile”. Anche l’ex sindacalista Ocst Nando Ceruso si schiera contro alla possibilità di lockdown. A mio parere, lo dico da persona comune, un secondo lockdouwn, che, dice Ceruso, “va scongiurato assolutamente poiché non sarebbe più sostenibile soprattutto dal profilo sociale. Lo strascico economico e sociale di quello primaverile è lì da vedere: molte piccole e medie imprese annaspano e non sanno ancora come uscirne, il blocco delle assunzioni è ormai diventato una costante, molti lavoratori e lavoratrici sono finiti in disoccupazione, altri sono sconfinati nel precariato e nell’assistenza”. Anche il granconsigliere leghista Fabio Badasci si schiera contro a un nuovo lockdown, come pure il granconsigliere Udc Paolo Pamini, secondo cui “ci vuole da parte di tutti un po’ di buon senso, occorre evitare comportamenti inutilmente rischiosi, ma anche mantenere una certa serenità, tenendo conto che solo alcune categorie di persone sono particolarmente esposte ad un rischio per la vita.  queste – se lo desiderano – è giusto che ottengano di essere protette. Si pensi per esempio a nonni e nipoti” ed “evitare di promuovere oltremisura una crisi economica che era già dietro l’angolo prima dell’arrivo del Covid”.