Il multiculturalismo non tutela i diritti umani. Cinzia Sciuto ospite dei Liberi Pensatori

Il multiculturalismo non tutela i diritti umani. Cinzia Sciuto ospite dei Liberi Pensatori

Maggio 17, 2019 - 19:49
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Ospite ieri dell’Associazione Liberi Pensatori c’era la giornalista e scrittrice italiana Cinzia Sciuto, che ha esposto la tesi del suo ultimo saggio.  
 

“Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo” è il titolo dell’ultimo saggio di Cinzia Sciuto, giornalista, redattrice di “MicroMega”, ospite ieri sera di una conferenza organizzata dall’Associazione Liberi Pensatori e moderata da Edy Bernasconi. È una visione sicuramente fuori dal coro, per chi come lei si impegna a favore dei diritti civili, del femminismo e della laicità, da posizioni progressiste insomma, quella esposta ieri da Cinzia Sciuto sul tema del multiculturalismo. Un’approccio critico alla teoria del multiculturalismo, anche se opposto a quello che proviene delle forze politiche della destra xenofoba.
Punto centrale della sua riflessione è infatti la tutela dei diritti umani, che vanno garantiti all’individuo e che lo devono tutelare. Anche dal potere dei gruppi culturali o religiosi. Ecco perché, ha detto Sciuto, “l’idea dei diritti speciali per i gruppi è pericolosa”. Il problema del multiculturalismo, secondo Sciuto, è proprio che non coglie i dissensi interni alle stesse culture o gruppi religiosi. A chiedere diritti validi per un gruppo religioso o culturale sono esponenti degli stessi, che in genere sono quelli che stanno al loro vertice. Per quanto un gruppo sia piccolo, ha osservato la relatrice, esso rappresenta sempre una forma di potere verso i suoi membri. Ed è l’elemento più debole, che va semmai tutelato.
Numerosi gli esempi citati dalla relatrice in cui la concessione di diritti a un gruppo si scontra con la tutela dei diritti degli individui che vi fanno parte. Ad esempio il caso della sentenza statunitense del 1972, in cui la Corte Suprema concesse a una famiglia Amish di ritirare i propri figli da scuola prima della fine dell’obbligo scolastico per motivi religiosi. In questo caso la tutela della libertà religiosa sancita dalla Corte Suprema, ha ‘annullato’ il diritto all’istruzione dei figli. O il caso dei tribunali  della sharia in Gran Bretagna (che si occupano dei divorzi islamici), che pure essendo discriminatori nei confronti della donna (all’uomo basta ripudiare la moglie per sancire il divorzio), secondo le autorità inglesi vanno regolamentati, poiché vanno incontro alle necessità delle comunità islamiche, rispondendo al bisogno di un divorzio religioso. Una decisione, fatta per andare in contro alle necessità di una comunità religiosa (o dei suoi vertici), che secondo Sciuto sancisce il fatto che le donne islamiche godono di minori diritti rispetto alle altre.
Un approccio, quello multiculturale, che ha anche una similitudine con quello identitario della destra populista: anche quest’ultimo presuppone che le culture siano blocchi senza contraddizioni al loro interno. Ma “io, da italiana, non voglio fare parte del ‘noi’ di Salvini”, ha detto Sciuto. Secondo l’autrice contro lo scontro di civiltà che ha polarizzato gli ultimi decenni, va riscoperta la dignità dello scontro politico: fra chi difende i diritti umani, anche scontrandosi con la propria comunità, tradizione o religione, e i reazionari che li combattono.