"Il Municipale Nicola Pini nuovo Presidente del Gran Consiglio"

"Il Municipale Nicola Pini nuovo Presidente del Gran Consiglio"

Maggio 03, 2021 - 19:27
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Riceviamo e pubblichiamo. Comunicato stampa della Città di Locarno. 

Oggi pomeriggio, in occasione della seduta del Gran Consiglio ticinese, è avvenuto il passaggio di testimone alla Presidenza che, dopo 30 anni vede nuovamente un cittadino di Locarno occupare la più alta carica dello Stato della Repubblica e Cantone Ticino. Il Sindaco Alain Scherrer: “È un onore per il Municipio e per tutta la Città, nonché un ulteriore stimolo per la nuova legislatura, in questo anno che speriamo sia quello della ripresa dopo la pandemia”

Nella sua seduta mensile, e alla conclusione della presidenza del Deputato Daniele Caverzasio, oggi pomeriggio le deputate e i deputati del Gran Consiglio hanno votato e ratificato la elezione del Deputato nonché neoeletto in Municipio a Locarno Nicola Pini quale primo cittadino della Repubblica e Cantone Ticino. Tale importante riconoscimento, che vedrà il Municipale e titolare del Dicastero Urbanistica, Infrastrutture e Promozione economica dirigere le sedute del Parlamento e rappresentarlo per il prossimo anno, riporta così la Presidenza del Gran Consiglio nella Città del Pardo dopo esattamente 30 anni: l’ultimo infatti fu Marco Pessi, che ricoprì il medesimo ruolo nel 1991.

Nel suo discorso a Palazzo delle Orsoline, alla presenza di una delegazione del Municipio di Locarno composta dal Sindaco e dal Segretario comunale – oltre che dal collega Municipale e deputato Bruno Buzzini - , il nuovo Presidente del Gran Consiglio (che sarà affiancato quali vicepresidenti dalla deputata Gina LaMantia e dalla deputata Nadia Ghisolfi) ha accolto il nuovo incarico incoraggiando all’unione e all’ottimismo, anche facendo riferimento alla nota “Canzone dell’Aviator”, tradizionalmente cantata in occasione del primo volo solo delle reclute all’Aeroporto di Locarno, nonché al “Tutti per uno, uno per tutti” reso celebre da Alexandre Dumas e riportato pure sul soffitto della Sala del Gran Consiglio, quale monito appunto di coesione.