Il "negazionista" Trump ha comunque vinto. La socialdemocrazia è in cure intense

Il "negazionista" Trump ha comunque vinto. La socialdemocrazia è in cure intense

Novembre 04, 2020 - 22:40
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Sondaggi e media davano Biden in ampio vantaggio, non è stato così. E intanto si parla di lotta alle "fake news"...

Alla Casa Bianca c'è uno "squotter". Il "pazzo con il ciuffo arancione" ha "occupato" la Casa Bianca. Mai nella storia degli Usa un candidato (anche se da presidente uscente), ha convocato una conferenza stampa alla Casa Bianca per dire che lui ha vinto (a spoglio ancora in corso).

I candidati, sia repubblicani, che democratici, parlano, nella notte dei risultati elettorali, dai loro quartieri generali (che di solito sono installati negli Stati di provenienza dei candidati).

Trump, anche in questa notte, ha rivoluzionato la "semantica" politica.

 

 

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Intanto i media del mainstream, ossia quelli molto "autorevoli e seri”, hanno "toppato" tutte le loro previsioni e aspettative. Non solo. I sondaggi, neanche due settimane fa, davano la Florida a Biden con un distacco di 10 punti percentuali dal suo rivale Trump. Risultato: la Florida è stata vinta (nettamente) da Trump.

Intanto, in Ticino, come altrove, si parla sempre di più della guerra alle “fake news". Bene. Ma i sondaggi che sbagliano tutte le previsioni, sono fake news o che cosa? Sono "negazionisti" o meno, quelli che non sanno vedere e leggere, osservando il territorio, che Trump gode di molto consenso (a prescindere se poi sarà o meno Presidente degli Usa) nel suo Paese?

 

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In base a quanto ci hanno raccontato in questi quattro anni i media "autorevoli e seri" nostrani, come di tutta Europa, Trump non avrebbe dovuto ottenere neanche il 10% dei voti. È stato scritto e detto dai media "autorevoli e seri" che negli Usa c'era molto malcontento per come Trump ha gestito la crisi del coronavirus.

Cosa fa il "pazzo con il ciuffo arancione"? Trasforma l'elezioni presidenziali in un referendum sulla sua politica in materia di Covid-19. E i democratici di Biden, sono contenti, convinti di poter fare la stessa operazione che fece Obama nel 2008 contro la crisi dei "subprime" che il Governo di George Bush junior aveva dimostrato di non saper gestire. E se un nero come Obama fu “plebiscitato" (vincendo in Florida, Pennsylvania, ecc), con un bianco come Biden (il 65% degli elettori americani sono bianchi, nel 2008 addirittura il 71%!!), allora il gioco è fatto e la partita è già vinta, prima ancora di iniziare. E invece no, Trump resiste e probabilmente rimarrà alla Casa Bianca!

 

 

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L'elezioni presidenziali impostate come referendum sulla politica trumpiana contro il coronavirus, che secondo tutti gli osservatori e gli spin doctors doveva favorire il democratico Biden (dando per assodato che l'elettorato non avrebbe premiato il "negazionista" e anche un po' "complottista" inquilino della Casa Bianca), hanno decretato il successo di Trump (successo, sì, perché indipendentemente dal fatto che sarà o meno il presidente degli Usa, è indubbio che nessuno immaginava che facesse così tanti voti).

 

 

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Dunque i 230’000 morti di covid negli Usa non hanno favorito i democratici quanto il fallimento della Lehmann Brothers e la crisi dei subprime!

Qualcosa vorrà pur dire. Certo, Obama aveva carisma, Biden… no comment. Ma Obama, da nero, doveva farsi votare dai bianchi (nel 2008 il 71% dell'elettorato) in un Paese in cui il razzismo non è mai stato sconfitto! E allora? Forse che tutto questo malcontento sulla gestione trumpiana della crisi del coronavirus sia figlio di un abbaglio dei media "autorevoli e seri"? E quando un candidato viene dato per spacciato dai sondaggi e dagli opinionisti di mezzo mondo e rimonta così tanto, chi è che scrive e dice “fake news"? Non sia mai, che si faccia qualche "tirata di orecchie" ai media "autorevoli e seri", tanto bravi a ergersi come paladini della battaglia contro le “fake news", i complottisti e i negazionisti, per poi "commissionare" sondaggi (eh sì, i sondaggi quasi sempre sono commissionati dai media) “farlocchi"! Ma per carità. I sondaggi sono una scienza (per quanto non esatta, ma se per questo neanche la medicina lo è).

È vero. Le “fake news”, le teorie cospiratrici, possono influenzare i cittadini e modificarne i comportamenti. Ma anche i sondaggi influenzano l'opinione pubblica e gli attori politici (notizia di ieri: un sondaggio, commissionato dalla Lega polmonare, dice che la maggioranza degli svizzeri è contrario alla pubblicità dei prodotti di tabacco. È ovvio che i consiglieri agli Stati e i consiglieri nazionali ne terranno conto per non perdere elettorato e si comporteranno di conseguenza, visto che, stando al sondaggio, la maggioranza degli elettori è contraria.).

E allora chi dà la patente di “fabbricante di fake news" a chi?

 

 

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Siamo sicuri che se in Europa, in Svizzera e in Ticino si votasse un referendum sulla gestione della crisi covid, la nostra classe politica ne uscirebbe vincitrice?

Se ci fosse in Svizzera un referendum sul lockdown (mini, light o altro che si voglia), ci sarebbe la stessa spaccatura nella popolazione che si registra negli Usa alle presidenziali?

Oggi prenderebbero più voti Conte in Italia e Macron in Francia o Johnson (inizialmente negazionista, poi convertitosi al lockdown) in Gran Bretagna o ancora Stefen Löfven in Svezia (che ha sostenuto la sua linea di niente lockdown)?

Sicuri che Zingaretti o Conte in Italia se si votasse ora prenderebbero più voti di una Meloni o un Salvini (accusato a più riprese di essere un "paranegazionista")?

E in Ticino? A dire il vero nel nostro Cantone, non ci sono state molte voci politiche critiche alle misure restrittive per la crisi al coronavirus. Nella nostra piccola realtà, la classe politica e i media, facendo un tutt’uno, coralmente hanno fatto a gara a mettersi l'elmetto di "papà della Patria" e difenderci con provvedimenti settimanali contro la diffusione del coronavirus. Bene. Intanto nessuno dei media "autorevoli e seri" nostrani ha messo in evidenza che in Ticino, nonostante il lockdown di marzo e tutte le misure seguenti, in proporzione agli abitanti, i nostri oltre 360 morti su 350’000 abitanti sono maggiori dei 230’000 statunitensi  morti su una popolazione di 350 milioni di abitanti.

Dunque, se Trump è stato un incapace a gestire la crisi del coronavirus, la classe politica e dei cosiddetti esperti in Ticino di certo non può dare lezioni.

 

 

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La crisi del coronavirus non solo ci lascerà molte macerie in ambito economico e di conti pubblici, ma probabilmente il covid-19 ha portato in cure intense, con ventilazione meccanica, la socialdemocrazia ticinese ed europea. È grave che i soli a sinistra ad essere critici alle restrizioni siano i molinari (ovviamente il proprio dissenso non si esprime tirando testate ad altri, che siano giornalisti o semplici cittadini!). Mps, Pc, Socialisti (i Verdi non si capisce che posizione abbiano) sono tutti per misure più restrittive (escluso Manuele Bertoli, che in questo momento è l'unico a sinistra a non voler farsi prendere dalla fobia virale).

E noi, un po' facciamo fatica ad avere come riferimenti Bertoli (che tanto in passato abbiamo criticato per la "scuola che verrà” e i molinari). Ma evidentemente il destino è cattivo con noi.

 

 

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Intanto ci permettiamo di rendere attenti i cari socialisti e affini, che il risultato di Trump (a prescindere se sarà lui il Presidente 2021-2024), ci dice che per il leghista Lorenzo Quadri c'è lunga vita politica. Un anno fa, dopo le elezioni federali, questo dato non era per nulla assodato, ora invece i "bastian contrari" come lui, che con coraggio politico, si è profilato totalmente contro ad un nuovo lockdown, probabilmente gli porterà i suoi frutti (leggi voti). Quadri che aveva l'handicap politico di avere un elettorato prevalentemente anziano, con le sue posizioni sul coronavirus, lo sta trasformando, abbassandone l'età media. Ecco perché avrà (che piaccia o meno) lunga vita politica.