Il nome della rosa, un romanzo popolare insolitamente complesso

Il nome della rosa, un romanzo popolare insolitamente complesso

Maggio 30, 2020 - 08:48
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Nel 1980 venne pubblicata la prima edizione de Il nome della rosa, il primo romanzo di Umberto Eco. Si trattò (e si tratta anche oggi) di un fenomeno letterario, capace di vendere decine di milioni di copie nel mondo e di aggiudicarsi il Premio Strega, nel 1981. Il libro, inoltre, ebbe una nota trasposizione cinematografica nel 1986 - quella dell'omonimo film, diretto da Jean-Jacques Annaud, con Sean Connery - che contribuì ad accrescere la fama del romanzo.

Quaranta anni fa, quando venne pubblicato Il nome della rosa, Eco era già un noto semiologo e medievista, autore di numerosi saggi; tanto che l’esperienza romanzesca cominciò per scommessa. In un certo qual modo, però, l’autore impostò il suo libro in modo da renderlo fruibile al grande pubblico, nonostante si tratti di un romanzo denso e non certo semplice. Come scritto nel risvolto di copertina della prima edizione, il libro è rivolto a tre tipologoe di lettori: quello che bada alla trama, ovvero colui che vuole scoprire chi è il colpevole; quello che è in grado di cogliere i nessi tra il presente e l'epoca in cui la trama è ambientata (il romanzo esce al termine degli Anni di piombo, dei quali i personaggi e la storia di Eco possono essere visti come allegoria); quello del lettore colto, capace di scovare i rimandi ad altri libri, come è il caso de Il mastino dei Baskerville, di Arthur Conan Doyle.

Nonostante Il nome della rosa fu strutturato per avere più livelli interpretativi e, quindi, per poter essere letto da chiunque, il successo del romanzo fu talmente ampio che Eco ne venne infastidito. Forse perché riteneva di poter essere identificato solamente come lo scrittore di romanzi. Dopo l'uscita de Il pendolo di Foucault (1988), addirittura, Eco rifiutò la proposta di trasposizione cinematografica fattagli da Stanley Kubrick.

Per ricordare Eco e il suo romanzo, in questa puntata di Amarcord vi proponiamo un’intervista dello scrittore Paolo Di Paolo a Mario Andreose, editore, amico di Eco e suo curatore editoriale. L’intervista è presa dal canale Youtube di Treccani ed è stata realizzata per il format Piazza della encicolpedia.

 

Buon fine settimana

TM