Il Pianoforte di Lucerna

Il Pianoforte di Lucerna

Aprile 03, 2017 - 16:41

A Lucerna in stazione hanno messo un pianoforte pubblico. A qualsiasi ora del giorno si sente qualcuno strimpellare, in genere egregiamente. Non penso di aver provato spesso emozioni così forti come quella che sto provando passando dalla stazione in questi giorni andando all'università. Il pianoforte è sistemato in basso, nella corte. Sopra, sul quai, un sacco di gente sta alle ringhiere a guardare quelli che suonano.
 
Ieri era all’opera una signora, vestiti semplici, think pink, mezza età. Aveva con sé le sue due figlie, tipo quattordicenni. Si divertiva, loro erano gioiose, non si vergognavano. Almeno 50 persone da vicino e da lontano guardavano incuriosite ed estasiate quello che probabilmente di solito è un siparietto casalingo.
 
L'altro giorno una giovinotta, nella bellezza di una sbocciatura primaverile che vivono tutti i giovani, si siede ai tasti e intona la colonna sonora di Amélie Poulain. Le tante amiche, giovinotte e primaverili pure loro, per un momento si sono ricordate che non solo di instagram e snapchat vive l’Essere umano e quindi si facevano, orgogliose, un selfie fra loro e con l’amica. Subito dopo, stimolati dalla scena, due vigorosi ventenni si approcciano e uno dei due si mette a suonare bene tanto quanto la ragazzina. Loro continuano a farsi selfie, stavolta coi Marcantonii. La gente intanto sulle scale guarda divertita.
 
Ora sto andando al lavoro, un turista giapponese non ha retto: ha appoggiato il suo sacchetto del Globus di fianco al piano e si è messo ad affabularci. Deve essere un professionista, suona come un Dio, ma mica lo sai prima vedendolo in t-shirt!
 
Questo è l'afflato della democrazia: tu non lo sai quali sono le qualità e le virtù nascoste di ognuno di noi. Devi dare semplicemente a tutti la possibilità di esprimersi. E soprattutto: devi permetterti di stupirti. Diventa un bel mondo così, e il pianoforte di Lucerna è là a ricordarcelo.
 
 
di Filippo Contarini