Il Plr e il raddoppio mancato: si poteva fare meglio (guardando a destra)?

Il Plr e il raddoppio mancato: si poteva fare meglio (guardando a destra)?

Aprile 17, 2019 - 18:10
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Se qualche mese fa il secondo seggio leghista sembrava difficilmente "scalfibile", la tornata elettorale appena passata poterbbe aver tolto qualche certezza. Un'occasione mancata per il Plr? Dopo aver raccolto il commento di alcuni esponenti leghisti (vedi qui) sul risultato della Lega dei Ticinesi, sentiamo il parere dei granconsiglirei Plr Alex Farinelli e Giacomo Garzoli, e quello del presidente del Plr di Lugano Guido Tognola.

Non molti avrebbero scommesso su un risultato simile a quello visto domenica 7 aprile per la lista al Consiglio di Stato della Lega, specialmente dopo l'alleanza con l'Udc, con cui la Lega correva unita per il Governo.
A fronte del 27.66% di voti di lista delle elezioni cantonali 2015 per la Lega e del 4.51% di "La Destra" (Udc e Area liberale, oggi confluita nell'Udc) nella stessa tornata elettorale, nel 2019 la lista Lega-Udc ha raggiunto il 27.86% di voti di lista (risultato in cui incidono anche i quasi 20'000 preferenziali persi per strada in questi quattro anni da Claudio Zali). Guardando alle schede (dunque senza l'apporto dei voti preferenziali) domenica 7 aprile la lista Lega Udc ne ha ottenute 29'128. Quattro anni fa ne aveva ottenute 31'490 la Lega e 4'739 "La Destra".
Il secondo seggio leghista in Consiglio di Stato, dato come "blindatissimo" fino a domenica, così blindato forse non era. Qualche rimorso in casa Plr? Puntando più convintamente a riprendersi il seggio perso nel 2011 a vantaggio della Lega si sarebbe potuto forse centrare l'obiettivo del raddoppio?
Il candidato al Consiglio di Stato Plr Alex Farinelli, giunto senza sorprese secondo sulla lista per il Governo del Plr (e dunque sarebbe stato lui il secondo liberale in Governo in caso di raddoppio Plr), durante la campagna si è invece molto profilato verso il Decs (Dipartimento educazione cultura e sport) diretto dal socialista Bertoli, ponendosi l'obiettivo di riportare sotto la guida Plr la scuola ticinese. Una scelta "abbastanza normale", la definisce Farinelli, che ci spiega come quello della scuola "era un tema che mi interessava e che ai liberali non era sconosciuto, visto che per anni abbiamo diretto il Decs, con diversi consiglieri di Stato".
Detto ciò, ci dichiara il grancosigliere Plr, in merito a una strategia più improntata all'attacco del seggio leghista, "in base alle cifre emerse dal voto è chiaro che un ragionamento di questo tipo si poteva anche fare. Ricordo però che vi sono stati tre sondaggi che davano tutt'altro indirizzo", dice Farinelli. "L'obiettivo che ci si pone deve essere credibile. Se avessimo detto, quando si dava la Lega al 30%, che cercavamo il secondo seggio a scapito loro dubito che qualcuno ci avrebbe creduto". 
In ogni caso, secondo Farinelli, anche con scelte diverse non si avrebbe avuto un risultato differente. Con uno scontro diretto fra Lega e Plrt "semplicemente la Lega avrebbe mobilitato più elettori", mentre "il Plr non avrebbe ottenuto molti voti in più".
Anche il granconsigliere Giacomo Garzoli respinge la teoria dell'attacco al seggio leghista. "No. Non bisogna puntare su un seggio specifico, ma sui temi", ci dice. "Sui temi si può essere in contrasto, ma non solo su un seggio". "È così che si dimostra di avere una concezione organica della politica e che si possono guadagnare consensi", ci dice Garzoli. E in ogni caso quello dell'attacco al seggio socialista, ci dice Garzoli, è stato un tema che "è stato cavalcato dai media", più che dal partito.
Anche per Guido Tognola, presidente della sezione di Lugano del Plr il seggio non andava fatto "contro qualcuno". Si dice tuttavia convinto "che qualora avessimo corso, come inizialmente si era fatto, sui nostri programmi, sulle nostre idee e sui nostri valori, il secondo seggio della Lega poteva anche essere insidiato".

Guardando alla prossima legislatura, dopo una tornata elettorale che ha premiato chi fa opposizione, la tentazione per il movimento fondato da Giuliano Bignasca (come in parte per il Ps) potrebbe proprio essere quella di smarcarsi maggiormente dall'operato dell'Esecutivo. "Diversi partiti in questa campagna elettorale hanno detto che è importante confermare i propri seggi", osserva Alex Farinelli. "Se si chiama la popolazione al voto a sostegno dei propri rappresentanti in Governo, bisogna anche essere pronti a sostenerli in Parlamento".  "Sicuramente quello che non faremo come liberali è andare ogni volta a 'togliere le castagne dal fuoco' agli altri", conclude Farinelli. "Ognuno dovrà assumersi la sua fetta di responsabilità, anche perché il Plr è sì il partito di maggioranza relativa, ma abbiamo 23 deputati su 90".