Il Primo maggio come dovrebbe essere, in attesa che ritorni il "sole"

Il Primo maggio come dovrebbe essere, in attesa che ritorni il "sole"

Maggio 01, 2020 - 14:47

Il 2020 potrebbe essere ricordato come l'anno di una delle peggiori crisi economiche della storia. Già negli scorsi anni importanti economisti sostenuto che l'economia mondiale stesse crescendo in una "bolla". Il coronavirus ha tolto ogni dubbio e ora la crisi è una dato certo, resta da capire quanto sarà pesante. 

Oggi è la festa dei lavoratori e per tutti sicuramente il periodo all'orizzonte e ricco di nubi. Lavoro ridotto e salario ridotto all'80% ora, disoccupazione, sono le preoccupazioni che incombono. Oggi per di più, come mai era accaduto, non si è potuti scendere in piazza e nelle strade per cortei, discorsi e concerti. 

Nella speranza che di poter presto tornare a una parvenza di normalità (anche per manifestazioni ed eventi), ecco le immagini del Primo maggio del 2018 a Locarno. Quel giorno splendeva il sole e le persone erano accorse numerose per il corteo andato dalla stazione alla Piazza Grande...

1 maggio 2018

Almeno un migliaio di persone oggi a Locarno hanno risposto alla chiamata dei sindacati per il tradizionale corteo del Primo Maggio organizzato dall’USS (Unione sindacale svizzera) Ticino e Moesa. Quest’anno teatro della manifestazione è stata la Città sul Lago Maggiore, teatro dello sciopero dei marinai della Navigazione di cui fra poco più di un mese cadrà il primo anniversario. Durante il corteo, sfilato proprio davanti al Debarcadero che è stato il “cuore” dello sciopero dei “pirati” della NLM, è stata ricordata l’importanza di quel momento di lotta sindacale, come pure di un altro storico sciopero, quello dello Officine, di cui cade quest’anno il decimo anniversario.
Ad aprire i discorsi è stata la solidarietà internazionale, con le parole di un rappresentate della comunità curda, che come sempre ha presenziato numerosa, mentre ad aprire il corteo c’erano gli striscioni che rivendicavano al parità salariale per le donne. Edilizia, Posta, ferrovie, minimi salariali, molti sono stati i “fronti” aperti toccati dai numerosi interventi, sia durante il corteo che dal paco di Piazza Grande, dove i discorsi nel primo pomeriggio hanno lasciato lo spazio alla musica.